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Domanda:
Indipendentemente da come è visto
dalla gente, chi e che cosa è veramente il maestro di ballo in Italia?
Nel
corso degli anni ho riflettuto a lungo su questa particolare figura.
Mi sono accorto che si tratta spesso di una persona che si sente
sola di fronte al mondo.
Dal
punto di vista giuridico è un lavoratore autonomo e come tale deve
organizzare la propria attività, con tutti i rischi ad essa
collegati. Non ha nessuna delle garanzie che possono avere i
dipendenti statali o parastatali.
Se
fosse un operatore della scuola pubblica avrebbe dei riferimenti
precisi. Invece deve inventarsi tutto da solo: metodo,
didattica, piani di studio, ecc. Quasi sempre deve anche procurarsi
direttamente gli allievi nella giungla del mercato. E magari fa solo
quel mestiere. A volte è proprietario della scuola, a volte comproprietario; spesso
lavora a contratto col proprietario di una palestra: ha le sue
entrate e le sue uscite. Insomma ha i problemi che hanno tutti
coloro che non vivono di rendita.
Egli,
quantunque iscritto ad una Associazione e alla FIDS, nella
organizzazione e nella gestione dei corsi non ha alcun tipo di vincoli con Enti e Istituzioni Pubbliche. Mentre nelle scuole di
istruzione primaria e secondaria, per ogni classe, esiste un programma
ministeriale, nel mondo del ballo tutto è lasciato all'inventiva e
alla preparazione del singolo istruttore, alle sue capacità
didattiche e dialettiche, manageriali e di marketing, alle sue convenienze ed
opportunità.
Non
esiste un piano di incentivi che premia le Scuole capaci di sfornare
un certo numero di atleti, di campioni o di maestri. Per cui, tutto
quello che viene fuori dall'attuale sistema è legato semplicemente
al caso. Eppure c'è un
interesse obiettivo del Paese ad avere un alto numero di competitori
qualificati. Lo Stato, in funzione delle gare internazionali (e,
prossimamente, delle olimpiadi), dovrebbe assumere in proprio l'onere di
formare preparatori di atleti,
o di finanziare massicciamente processi formativi altamente
qualificati.
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