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Una esperienza personale

Prima che scoprissi la passione per la letteratura e per la storia del Ballo, ho fatto l'allievo per 4 anni con 'maestri' che meriterebbero di essere citati. Ho cominciato a frequentare le scuole di ballo ad una certa età: per cui non ho mai avuto pretese agonistiche. Mi attiravano le danze perchè vi percepivo un mix affascinante di espressione artistica e di disciplina sportiva da vivere con lo spirito puro del dilettante. Sinceramente, ho frequentato i corsi con gioia ed impegno, senza assentarmi mai. Ero molto attento a memorizzare le parole degli istruttori e a seguire le figure disegnate con i piedi. Scrivevo appunti ed inventavo grafici che poi interpretavo nel garage di casa mia per fare allenamento con mia moglie. Ho voluto anche bene a quei primi maestri, li accettavo come erano, perchè sentivo che davano il loro massimo. Essi erano per me le sole sentinelle e i soli 'ciceroni' di un mondo (quello del ballo) che mi attirava moltissimo. Dopo aver acquisito una certa disinvoltura nei movimenti, cominciai a frequentare le 'balere' il sabato sera, in compagnia di festose comitive.

Nei primi quattro anni di corsi, però, non ho mai visto un libro, un manuale, una scheda didattica, un grafico stampato. Al terzo anno ancora mi affannavo a chiedere se il Tango avesse un passo di inizio (di piede destro o di piede sinistro) pensando che dovesse pur esserci qualche regola scritta o tramandata oralmente. Di singole figure chiamate con nome e cognome, neanche a parlare: per eseguire un programma su due pareti dovevo imparare e ricordare una lunga sequenza di passi Lenti e di Veloci. Se un nuovo maestro mi cambiava amalgamazione, dovevo cominciare daccapo. 

La mia mente era abituata a studi rigorosi. Pertanto, quantunque sapessi che il ballo è sostanzialmente collegato alla fantasia creativa delle singole persone, tuttavia, per la parte in cui esso si propone come disciplina sportiva, doveva necessariamente fare riferimento a parametri, standard, convenzioni, regolamenti, libri, ecc. Ma nelle librerie non si vendevano (ai miei tempi) manuali di ballo, nemmeno di natura divulgativa. E i miei istruttori non ne avevano. I manuali ufficiali, ancora adesso, si trovano solo all'interno di particolari circuiti di distribuzione, collegati direttamente o indirettamente alle Associazioni dei Maestri.  

Poi riuscii a procurarmi i primi manuali (ringrazio ancora l'ANMB di Modena). Ero felice di possederli: ero desideroso di capirli. Cominciai a studiare le regole, i principi basilari, le posizioni del corpo, gli allineamenti, le singole figure. Impossessatomi della chiave 'tecnica', passai a scomporre quei programmi senza regole imparati a memoria e, estrapolando le singole figure, ne scoprii delle belle. Mi accorsi che ballavo un Tango misto: un Passo Argentino seguito da un Giro Rock e un Giro Naturale Twist preceduto da Bandiera. Come pure erano state messe insieme figure di fox trot e di quickstep, di valzer inglese (standard) e valzer lento (sala). 

Abituato a cogliere quanto di positivo sia possibile tirar fuori da ogni evento, ne trassi un utile insegnamento di libertà di pensiero e di espressione, ed una prima lezione di coreografia senza vincoli. Dopo conobbi diversi insegnanti rispettosi dei programmi convenzionali e delle regole scritte. E alla fine diventai anche maestro.

Come maestro, ho avuto modo di vivere dall'interno le problematiche relative al mondo della danza sportiva e, soprattutto, ho avuto la possibilità di scoprirne le luci e le ombre, le bellezze ed i limiti dovuti a cause obiettive. Oggi posso tranquillamente dire che i protagonisti della Danza hanno ben individuato i molti problemi da risolvere. E sono convinto che saranno risolti tutti i problemi, grandi e piccoli, nel modo e nei tempi giusti, attraverso una fattiva collaborazione tra la FIDS, le Associazioni dei Maestri,  i Tecnici, gli atleti, le ASA.

Dalla mia esperienza personale, voglio ricavare un solo consiglio da dare alle Associazioni ed un solo auspicio da applicare ai futuri Maestri: non si deve mettere un allievo nelle condizioni in cui mi sono trovato io.

L'insegnamento deve essere qualificato. Dietro ogni futuro diploma dovrà essere veramente consolidato il retroterra delle necessarie conoscenze specialistiche. Il maestro è il punto di riferimento di una intera classe, all'interno della quale ci sono anche persone di elevata o elevatissima cultura. Pertanto, detto maestro non può non attenersi ad un metodo e a dei programmi precisi, sia sotto l'aspetto formale che sotto l'aspetto contenutistico. L'istruttore di ballo è visto e riconosciuto dalla gente come legittimo titolare dell'insegnamento e, in quanto tale, come il depositario di conoscenze specifiche inconfutabili. Ciò deve indurre le Associazioni a rilasciare diplomi 'certificati'. Per evitare il rilascio di diplomi facili (di maestro di ballo), le Associazioni devono superare la logica della concorrenza fra di loro basata unicamente sulla quantità dei propri iscritti. Fino ad oggi ha nociuto alla qualità proprio la preoccupazione che i vertici delle Associazioni hanno sempre avuto relativamente alla rappresentatività numerica. Ci si è sforzati di essere in tanti dietro le singole sigle, di allargare sempre di più la propria base, perchè altrimenti si perdevano spazi e poteri  di rappresentanza all'interno degli Organismi nazionali ed internazionali. E' sacrosanta l'aspirazione a crescere, da parte di tutti; ma la crescita non deve avvenire a scapito della qualità. 

L'allievo, competitore o meno, e il cittadino medio, nel momento in cui vanno a divertirsi in balera o ballano ad una festa fra amici, fanno quello che vogliono. Sono liberi di mettere in pratica, come credono o come possono, l'insegnamento ricevuto a scuola di ballo. Sono liberi anche di stravolgere quello che hanno imparato. Ma dalla scuola essi devono ricevere un insegnamento impeccabile. Dopo di che, non c'è niente di strano a mescolare, consapevolmente, le discipline e a ballare un Giro Rock preceduto da un Passo Argentino oppure una Bandiera seguita da un Giro Naturale Twist. Potrebbe essere anche suggestivo. 

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