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 Il maestro e il ballerino

 

Fino ad oggi il processo formativo è stato caratterizzato da importanti poli di riferimento: grandi maestri e grandi ballerini che hanno trasmesso la loro esperienza ad intere generazioni. Con i manuali ed oltre i manuali, nel rispetto delle regole scritte, costoro hanno insegnato a migliaia di coppie il dominio delle piste da ballo, attraverso consigli utilissimi e tecniche personali di notevole efficacia artistica. I grandi preparatori hanno inoltre formato negli ultimi decenni migliaia di maestri che a loro volta hanno diffuso la conoscenza e la pratica del ballo in tutte le regioni del nostro paese.  Si è messo in piedi, in tal modo, un grande patrimonio di conoscenze, con elevate punte di specializzazione tecnica, culturale e teorica. La selezione dei maestri e la loro abilitazione sono state affidate alle capacità dei preparatori ed alla  responsabilità degli esaminatori. I risultati conseguiti a livello internazionale dimostrano senz'altro l'efficacia e la funzionalità del sistema. Ciò nonostante, si sono evidenziate delle smagliature in questo meccanismo che comunque sfugge ad un processo di controllo obiettivo e di certificazione. Nel futuro le cose cambieranno. La competizione sarà sempre più dura e spingerà verso l'alto la qualità della formazione.

Se affidassimo ad un computer la costruzione dell'identikit del futuro Maestro di Ballo, probabilmente ne otterremmo il seguente elenco di requisiti:

  • essere (o essere stato) un bravo/esperto ballerino

  • conoscenza dei programmi, dei nomi e dei passi delle singole figure e del precede-segue per ogni figura

  • conoscenza degli allineamenti, delle elevazioni, del lavoro del piede, della quantità di giro per ogni singolo passo

  • conoscenza dei vari Regolamenti FIDS e IDSF

  • discreta conoscenza della Musica o comunque della divisione musicale

  • conoscenza delle tecniche di ballo rapportate alle varie discipline e alle singole danze

  • discreta conoscenza della Lingua Inglese

  • predisposizione all'insegnamento di gruppo e personalizzato

  • conoscenza dei metodi didattici e delle tecniche di comunicazione  

  • abilità espositiva, capacità di analisi e sintesi

  • capacità di dimostrazione pratica, per ogni figura, della esecuzione dei passi del cavaliere e della dama

  • capacità di eseguire le figure spiegate in maniera perfetta anche stilisticamente e di dare utili indicazioni per il conseguimento di una naturale armonia

  • attitudine ad insegnare attraverso l'uso diretto di manuali 

  • livello culturale medio-alto o tale che consenta di inquadrare i balli anche sotto il profilo storico-letterario

  • conoscenza delle norme di pubblica sicurezza, degli obblighi fiscali e tributari connessi all'attività professionale di insegnamento del ballo e alla organizzazione di manifestazioni pubbliche

  • capacità di motivare singoli, coppie e gruppi

  • capacità di esprimere valutazioni comparative ed assolute

Dopo le Olimpiadi del 2008, in Italia avremo percorsi specialistici separati per Maestri, Ballerini, Giudici. Già prima di allora si vedrà se sull'attuale sistema di reclutamento dei nuovi maestri, affidato alle Associazioni del CIDS, la Lega dei Professionisti (istituita nel 2003 quale organo interno alla FIDS), proporrà di introdurre controlli di qualità. 

Il grande Maestro inglese Geoffrey Hearn afferma la necessità di differenziare i percorsi formativi e gli esami di abilitazione secondo tre distinte tipologie di carriera:

  1. Maestro di Ballo di società. Costui esercita la sua professione sotto la guida del titolare di una Scuola.

  2. Titolare di Scuola. Costui deve conoscere le tecniche dei balli, i programmi e i metodi di insegnamento. Deve avere la capacità di trasmettere conoscenze e deve possedere le qualità manageriali necessarie per gestire una Scuola.

  3. Giudice di gara e istruttore per competizioni. Per tale abilitazione è richiesta l'eccellenza, ossia il livello massimo della conoscenza tecnica, teorica e normativa.  

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