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Elogio dei balli del passato |
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Nella sezione FUORIPISTA sono inserite molte decine di balli che non esistono più. Ho condotto delle ricerche accurate per ricostruirne le origini, le caratteristiche tecniche e ritmiche, le finalità sociali. L'ho fatto non solo per aderire (come pure spesso è capitato) a richieste specifiche; ma perchè sono convinto che la comprensione complessiva dei fenomeni coreici a livello mondiale, quale manifestazione diretta delle varie civiltà ed epoche storiche, passi attraverso lo studio dei piccoli balli non meno che dei grandi. Anche i balli che sono scomparsi hanno avuto un ruolo importante nella cultura dei popoli, delle classi sociali, degli individui. Le danze sono nate con i connotati più diversi: del ringraziamento, della sfida, della lotta, dell'amore, del corteggiamento. Tutte hanno contribuito a far crescere l'uomo quale soggetto di storia, e tutte oggi ci consentono, nella misura in cui ne ricostruiamo l'essenza e l'evoluzione, di conoscere meglio il passato. Da come un popolo ha ballato e da quali ritmi ha prodotto si possono capire molte cose importanti: i costumi, le leggi, le religioni, le classi sociali, il livello di civiltà, i contatti fra diverse etnie, ecc. Inoltre, non dobbiamo dimenticare che la danza è creazione artistica, altissima forma espressiva, primitiva ed eterna: in essa si manifestano la sensibilità umana e il rapporto che si stabilisce tra l'io e il gruppo sociale, tra l'io e la natura. Attraverso i secoli e i millenni, la danza è risalita, come dice il Maestro Pietro Mormino, "dalla forza oscura dell'istinto verso la grazia luminosa dell'arte". (Pietro Mormino e Piero Di Liberto: Codice della danza e del ballo, Palermo, Domino Editore, 1955). Spesso, una danza di poco conto ha preparato l'avvento di grandissimi balli. Per questo motivo, ogni danza, ogni figura, ogni passo che riusciamo a rintracciare nei documenti delle biblioteche e presso gli archivi di cultori della materia e di collezionisti di testi di ballo, rappresentano altrettanti tasselli utili a comporre il mosaico dell'immenso panorama coreico e coreutico del genere umano. Lo studio delle origini delle danze e l'analisi della loro architettura e dei loro contenuti culturali dovrebbero avere un approccio prevalentemente antropologico e sociologico. Senonchè, alcuni storici hanno applicato alla ricerca del settore parametri politico-patriottici: parametri che hanno sicuramente una loro valenza ed una loro giustificazione, ma che talvolta possono evidenziare verità parziali o scopertamente "di parte". Il mio metodo di indagine è di tipo analitico e comparativo. Le fonti vengono confrontate, le varie ipotesi sulle origini di una danza sono presentate obiettivamente al lettore senza preconcetti. Attorno alle origini dei balli prestigiosi ci sono state molte dispute fra le scuole di varie nazioni (a volte, potenze) interessate a dimostrarne la paternità musicale, ritmica, culturale. Disinteressatamente posso affermare che la sovrapposizione di intenti nazionalistici alle linee interpretative di documentazioni di per sè ambigue, difficili o contraddittorie, rende riduttivo il risultato anche di un ottimo lavoro. Ogni danza è un fenomeno artistico e sociale, storicamente rilevante: come tale deve essere presentato, senza preconcette scelte di campo. Si prova imbarazzo quando ci si accorge che su taluni balli la letteratura e la storiografia si sono spaccate aprioristicamente e acriticamente sul piano delle rivendicazioni di appartenenza e di primogenitura. Non si deve dimenticare che ogni danza, tranne i casi di gruppi etnici chiusi completamente ad ogni rapporto con l'esterno, è sempre il frutto di una interazione culturale che coinvolge più epoche e diverse popolazioni. Nella formazione di un ritmo e di un ballo convergono molti elementi, purtroppo non sempre rintracciabili. Esistono vuoti ed ombre nella storia delle danze. Sarebbe bello riuscire a colmare i primi ed a fugare le seconde. E' difficile dire che ciò sia certamente possibile. La mia ricerca non si ferma qui ed oggi, ma continua nei circuiti delle biblioteche e nelle pubblicazioni che risalgono ad epoche lontane. Aspetto anche il contributo di appassionati e studiosi solitari. Se qualcuno vuole mandare notizie aggiuntive, riguardanti i balli da me trattati nelle articolazioni della sezione STORIA, o vuole aggiungere danze non presenti, fa una cosa che mi è estremamente gradita. La documentazione pubblicata in questo sito è a disposizione della comunità e di quanti ne vogliano fare il miglior uso possibile. Molti tesisti e ricercatori mi scrivono per chiedere chiarimenti e approfondimenti su aspetti specifici e generali delle danze trattate. Arricchendo tale documentazione, si potenzia un servizio che si può definire sociale. |
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