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Lettera al Presidente Bevini (9-2-2003)

Caro Presidente,

(... omissis)

Voglio congratularmi per la coraggiosa e leale intervista che hai rilasciato a Valerio Polato sul numero di Gennaio 2003 della rivista DANZA SPORTIVA. Il problema dei Giudici (del loro comportamento, della loro onestà-obiettività) è diventato fondamentale per la credibilità della Danza come disciplina sportiva.

Fai bene ad insistere con forza su un concetto tanto importante. Come sempre, riesci ad intercettare per tempo le criticità, e ad indicarne le idonee soluzioni.

Il mondo della danza sportiva ti deve ascoltare, e deve capire fino in fondo le tue preoccupazioni.

L'altro tema scottante su cui hai giustamente puntato la tua attenzione è l'alto costo che i singoli atleti devono affrontare per le Gare, sia nella fase della preparazione che nella fase della partecipazione.

L'allarme che tu lanci è quanto mai attuale e pertinente.

Tramite il mio sito superballo.it, sono in contatto con molti atleti adulti e con diversi genitori di piccoli atleti. La lamentela è unanime: la danza sta diventando sempre di più uno sport di lusso. Occorrono molti soldi per andare avanti, attraverso lezioni costose ed impegnative.

In tempi di crisi come quelli attuali, per molti competitori (preagonisti e agonisti) diventa difficile continuare, nonostante la passione.

Nelle altre discipline sportive, quando ci si accorge che viene fuori un campione (calcio, ciclismo, pugilato, ecc.) le società fanno il possibile per sostenerlo, incoraggiarlo, sponsorizzarlo. Nella danza, purtroppo, non è proprio così.

Da professore di filosofia, so perfettamente che l'insegnamento non ha prezzo. Pertanto va riconosciuto ai Grandi Maestri di danza tutto il merito della loro missione e del loro insostituibile ruolo. Solo attraverso la costante trasmissione del patrimonio conoscitivo complessivamente accumulato, sia sul versante teorico che  sul versante tecnico, abbiamo la certezza del nostro futuro e la consapevolezza di poter arrivare sempre più lontano.

Ma l'atleta va in qualche modo protetto ed aiutato, nelle mille difficoltà dei suoi percorsi formativi.

Sappiamo perfettamente che la danza è la più bella delle discipline sportive.

Dobbiamo pertanto recuperarne, a tutti i livelli, i valori fondamentali, a partire da quelli etici.

Caro Presidente, il fatto che la danza sia anche business, non scandalizza nessuno. Ma come tu ci insegni, occorre equilibrio in tutte le cose.

Dopo che hai percorso tanta strada, anche in salita, per portare la Danza Italiana al prestigio del quale siamo tutti orgogliosi, ti chiedo di fare un altro miracolo:

  • Far capire a tutti i soggetti interessati che, in molte aree geografiche del Paese, stiamo al limite della saturazione di un mercato importante e al tempo stesso delicato.

Grazie

Capone Pellegrino

 

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