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L'espediente del 'passo base' nell'insegnamento 

Un metodo didattico è sempre soggettivo. Pur tuttavia esistono dei principi ai quali si fa (o si dovrebbe fare) riferimento, nelle varie discipline, secondo la logica della gradualità. L'insegnamento, in quanto tale, procede sempre dal semplice al complesso. Non servono esempi. E' così per tutte le materie e in tutte le scuole, di ogni ordine e grado.

Voglio approfondire l'argomento del 'passo base' nel ballo (accennato nella sezione ISTRUTTORE IN LINEA), in quanto mi sono pervenute molte domande in merito, da parte di esperti e meno esperti, da parte di allievi e di maestri. Avendo dato privatamente ai diretti  interessati alcune risposte specifiche, parlerò nel modo più semplice possibile del significato di 'passo base' e della sua diffusa utilizzazione come espediente addestrativo.

Ogni figura di ballo ha un nome, un tempo (lunghezza), un certo numero di passi, una particolare caratteristica, un suo livello di difficoltà, ecc. L'insegnamento di una danza può, teoricamente, iniziare da una qualsiasi figura; ma è chiaro che ogni Maestro va a scegliere fra quelle figure obiettivamente ritenute più semplici o più facilmente accessibili. Molti pensano che ogni ballo abbia una figura che si chiama passo base. E ritengono di dovere/potere imparare qualsiasi danza proprio a partire da tale passo base. Non è così. Il passo base non esiste (quasi mai). Voglio fare due esempi: FOX TROT e TANGO.

  • Il FOX TROT appartiene alla disciplina BALLO DA SALA e consta, nell'attuale programma ufficiale ANMB, di 13 figure. Nessuna di tali figure è denominata passo base. La figura che quasi sempre si insegna per prima, in quanto caratteristica di tale ballo nonchè fondamentale, è la greca angolata. Possiamo senz'altro affermare che la greca angolata è una figura basilare del FOX TROT. Chi pensa o dice che la greca angolata sia il passo base del FOX TROT, in realtà, pensa e dice una cosa impropria che possiamo anche far passare; ma non deve significare che il vero nome della greca angolata sia passo base. Proprio perchè i Maestri di ballo assumono la greca angolata come figura iniziale per l'insegnamento del FOX TROT, molti allievi che non hanno la buona abitudine di memorizzare i nomi delle figure, dicono che hanno imparato o stanno studiando il passo base o la base del FOX TROT. 

  • Il tango è presente in tre discipline: BALLO DA SALA, DANZE STANDARD, TANGO ARGENTINO.

    • Il Tango in BALLO DA SALA consta di 19 figure. Nessuna figura porta nella sua denominazione la voce 'base'. Esistono invece ben quattro 'passi': argentino, argentino laterale, argentino chiuso, laterale progressivo. Quasi tutti i Maestri assumono come figura iniziale il passo argentino o il passo argentino chiuso o il passo laterale progressivo. Qualcuno vi aggiunge uno slow iniziale (di piede sinistro per il cavaliere). In questo caso l'espressione impropria passo base ha un riferimento più incerto rispetto all'esempio della greca angolata del fox trot.

    • Il Tango STANDARD consta di 24 figure. La voce 'base' compare nella denominazione di una sola figura: basic reverse turn. In pratica, è il giro rovescio base, che certamente non è la figura che si può insegnare per prima, appartenendo peraltro al programma ARGENTO.

    • Il TANGO ARGENTINO consta di 17 figure dei programmi Bronzo_Argento, più 12 figure del programma Oro. Nella denominazione di 3 di esse compare la voce 'base': salida basica, base continuata, base cruzada (alternativa). La 'base in progressione' è presente inoltre in TANGO VALS (che usa anche la base cruzada) e MILONGA (che usa anche la base). 

Dagli esempi formulati si capisce che l'espressione 'passo base' è solo un modo di dire, anche abbastanza diffuso nelle scuole di ballo; ma in realtà non corrisponde ad una precisa figura di danza. Spesso indica genericamente la prima figura appresa/insegnata in relazione ad una danza.

Per completezza di informazione, ricordo che il termine 'basic' ricorre nella denominazione di diverse figure della disciplina DANZE LATINO AMERICANE (Laird Walter, Technique of latin dancing, Brighton (England), Bennet Road, edizione italiana 1999). Tali figure non hanno, rispetto alle altre, particolari funzioni di propedeuticità o di priorità didattiche.

  • basic movement (RUMBA, PASO DOBLE)

  • alternative basic movement (RUMBA)

  • close hip twist basic (RUMBA)

  • natural basic movement (SAMBA)

  • progressive basic movement (SAMBA)

  • reverse basic movement (SAMBA)

  • outside basic (SAMBA)

  • close basic (CHA CHA)

  • cross basic (CHA CHA)

  • open basic (CHA CHA)

  • basic in place (CHA CHA, JIVE)

  • side basic (CHA CHA)

  • basic in fallaway (JIVE)

Il grande Maestro Alex Moore (Il Ballo da sala, Mursia, 1990) parla spesso di figure basilari, per indicare quelle figure importanti ma non difficilissime che possono consentire ad un principiante di cominciare a muoversi con una certa varietà di movimenti. Per Alex Moore "vi è molta più soddisfazione nell'effettuare bene poche semplici figure che nell'eseguirne una dozzina mediocramente". 

Per far avvicinare l'allievo ad un ballo con lo spirito giusto, è anche possibile fissare teoricamente una base ritmica e costruirvi sopra un passo chiamato di base che, pur non corrispondendo ad alcuna figura esistente, serve tuttavia a far capire le caratteristiche fondamentali del ballo stesso: stile, grinta, posizione della coppia, tipo di camminata, presa e portamento, posizione delle ginocchia, ecc. Per il tango, ad esempio, Alex Moore consiglia di iniziare con la camminata, sulla seguente base ritmica: lento, lento, veloce, veloce, lento.

La mia raccomandazione, rivolta a Maestri e ad allievi, è quella di chiamare ogni singola figura col proprio nome, anche quando il termine è inglese.

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