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Come si legge un manuale di ballo

I professionisti della danza (i Maestri di ballo) sanno perfettamente come si legge un manuale. Rientra nel loro mestiere interpretare figure ed amalgamazioni teorizzate sui libri. Le molte persone che mi chiedono di spiegare come si legge un manuale sono: amatori di danze sportive, atleti (competitori), allievi di scuole di ballo. Vorrebbero capire di più; sono spinti dal desiderio di approfondire, e non sempre hanno la fortuna di vedere da vicino un libro di ballo. In verità, in Italia sono ancora pochi i Maestri che introducono nelle loro scuole di danza la consultazione e lo studio diretto dei manuali. Tutto l'insegnamento, teorico, tecnico e pratico, si basa su ciò che il docente dice e fa vedere.

Chi non ha mai frequentato un corso di ballo e non conosce i meccanismi di base della danza sportiva può avere qualche problema a capire completamente il contenuto di un manuale. Occorrono, naturalmente, alcune cognizioni elementari di partenza, senza le quali è inutile qualsiasi tipo di approccio.  Si deve almeno sapere che:

  • Sulla pista la coppia si muove in senso antiorario.

  • La funzione di guida è affidata al cavaliere.

  • Rispetto alla linea di ballo esistono vari tipi di allineamento.

  • Ogni figura di ballo ha un nome preciso, il più delle volte univoco.

  • All'interno di uno stesso ballo esistono figure di tempo differenziato, ossia di lunghezza differenziata (numero di passi e valore ritmico degli stessi).

  • Le figure si imparano una alla volta e si devono saper riconoscere, isolare, estrapolare, all'interno di una amalgamazione.

  • L'inizio di un ballo deve coincidere possibilmente con l'inizio di una frase musicale. Per alcune danze tale coincidenza è obbligatoria (esempio: MAZURKA).

Ogni manuale di ballo ha una parte introduttiva più o meno ufficiale in cui si spiega la tabella delle abbreviazioni o degli acronimi: di quelle espressioni convenzionali che servono a comprendere il significato del testo. Il manuale di Walter Laird "Technique of Latin Dancing" riporta la presentazione analitica delle posizioni basilari, comprese le foto illustrative delle singole posizioni. Se non si imparano bene le posizioni, è inutile andare avanti, in quanto, per ogni figura c'è una precisa posizione di partenza.  

Per ogni figura di ballo il manuale riporta sempre il tempo, oltre che il nome. Il tempo equivale all'insieme dei passi che costituiscono la figura stessa. Va precisato che le figure di una danza sono composte:

  • o da passi che si contano numericamente (es: 1, 2, 3, 4, 5, 6); 

  • o da passi che si contano con SLOW, QUICK, &, il cui valore ritmico è il seguente:

    • uno slow corrisponde a 2 battiti

    • un quick corrisponde ad un battito

    • la & corrisponde a mezzo battito e si abbina sempre al quick che precede (che viene prima) e che a sua volta assume il valore di mezzo battito. 

Se non si comprende questa regola, non si può ballare. Io non posso eseguire correttamente una figura di tango (ad esempio) senza sapere, per ogni singolo passo della figura stessa, se trattasi di un lento oppure di un veloce.

Chiarita la struttura_composizione di una figura (numero di passi e loro valore ritmico) il manuale riporta, separatamente, per l'uomo e per la donna, la sequenza dei passi, a cominciare dal primo. Per ogni singolo passo sono riportate fino ad 8 informazioni:

  1. Numero sequenza e se trattasi di piede destro o di piede sinistro.

  2. Direzione del movimento: indietro, avanti, a lato, chiude.

  3. Allineamento: fronte linea di ballo, fronte diagonale parete, fronte diagonale centro, fronte parete, fronte centro, ecc.

  4. Ammontare del giro: un passo può essere senza giro, può introdurre (iniziare) un giro (a sinistra o a destra), può includere una quantità di giro. Tale quantità è espressa in quarti o in ottavi.

  5. Posizione del corpo: fuori partner, spalla che conduce, corpo gira meno, corpo completa il giro.

  6. Lavoro del corpo: movimento contrario del corpo, posizione movimento contrario del corpo.

  7. Inclinazione: può non esservi alcuna inclinazione, o può esservi a destra, a sinistra, leggermente a destra, leggermente a sinistra.

  8. Lavoro del piede: tacco punta, punta tacco, punta, tacco, bordo interno, piede, senza elevazione piede.  

Walter Laird, in "Technique of Latin Dancing", precisa il numero del passo, il tipo di conteggio, la posizione del piede, il lavoro del piede, l'azione usata e la rotazione del corpo.

Ognuna delle informazioni riportate presuppone la conoscenza delle azioni corrispondenti. Di qui la necessità di una guida, almeno nella fase iniziale di studio del manuale. L'aiuto di un Maestro, di una persona cioè che abbia dimistichezza con i nomi convenzionali e con le regole della danza sportiva, è necessario e, in molti casi, indispensabile. Una videocassetta fatta bene può dare una mano, ma alla videocassetta non possiamo fare domande: in ogni caso, non ne riceveremmo risposte.

Fino a questo punto siamo fermi alla semplice interpretazione delle istruzioni scritte. 

La fase della esecuzione è ancora più complicata. Un passo, una figura, una amalgamazione sono cose a volte difficili, e comunque impegnative, anche per gli addetti ai lavori. Non si tratta, infatti, di riprodurre meccanicamente i movimenti teorizzati e le relative azioni; ma si tratta di creare armonia nel movimento complessivo del corpo, nel movimento congiunto di due corpi. Si tratta di operare una sintesi  perfetta fra musica, ritmo ed evoluzioni corporee. Imparare a danzare bene senza maestri è impossibile.

Non intendo scoraggiare i tanti volenterosi che, con le proprie forze, vogliono mettersi alla prova e mi hanno perciò chiesto utili consigli per avvicinarsi ai manuali di ballo. Dico loro che è encomiabile la voglia di apprendere; è bellissimo il desiderio di approfondire le conoscenze in questo campo: se scatta la passione, già siamo a buon punto! Si devono però distinguere, nella danza sportiva, due momenti fondamentali che non mi stancherò mai di sottolineare separatamente. Si tratta di concetti che ci devono accompagnare per tutta la vita e devono aiutarci a stare bene:

  • Il ballo inteso come divertimento, praticato da giovanissimi e da adulti, fino alla estrema terza età, va vissuto con la leggerezza e la gioia di chi fa quello che può, senza forzature e senza complessi. Il ballo è ginnastica: anche pochi, semplici movimenti risultano utili a mantenere in funzione gli ingranaggi del corpo e della mente. Per questo tipo di danza non sono mai mancati gli autodidatti. Basti pensare che qualche decennio fa le scuole di ballo non esistevano nemmeno nelle metropoli, eppure la gente ha sempre, in qualche modo, ballato.

  • La danza come competizione è sport duro e affascinante, non meno delle altre discipline: in quanto tale richiede impegno, sacrifici, determinazione, grinta e voglia di vincere. Nelle classi alte (A, A2, A1, I) dove i programmi sono liberi e non obbligatori, il ballo è anche e soprattutto interpretazione, espressione artistica elevata. Naturalmente ci sono un tempo ed un'età per queste cose. Anche in tal caso, senza forzature. Per questo tipo di percorso non è possibile prescindere dal Maestro, anzi dai Maestri. Devo precisare che esistono diversi livelli di insegnamento. Il ballo non finisce mai. Oltre la tecnica, oltre i trucchi del mestiere, esso è armonia, arte, bellezza, poesia, passione. Oltre il Maestro, esiste il Grande Maestro, esiste il Grandissimo Maestro. L'insegnamento mondiale delle danze standard e latino americane (candidate a diventare discipline olimpiche) ha una struttura gerarchica che prescinde dai confini geografici di nazioni e continenti. In tale gerarchia la cultura (in senso lato) va acquisendo una posizione di centralità  più marcata rispetto al passato.

Un'altra regola importantissima che caratterizza le danze (ed è pertanto riportata da tutti i manuali) è quella del precede_segue. Ogni figura può/deve essere:

  • preceduta da determinate figure;

  • seguita da determinate figure.

Ciò comporta che la costruzione delle amalgamazioni (cioè dei programmi di ballo, che consistono in una sequenza di figure) deve rispettare la regola fondamentale del precede_segue. Capire questa regola è utile anche a chi non deve fare gare. Abituandosi, prima, ad eseguire le figure isolatamente, e dopo, a metterle correttamente in sequenza, si diventa autonomi nel gestire le singole danze, nell'imparare a ballare senza programmi prestabiliti o, avendone, a modificarli in tempo reale, ove la situazione lo richieda (ad esempio una pista affollata o un ingorgo inaspettato). Se si ignorano queste cose, non si può comunque, insegnare. Se si conoscono, viceversa, si è in grado di trasmettere ad altri la conoscenza della danza e, soprattutto di un corretto metodo di apprendimento. Chi impara a leggere un manuale di ballo, prima o dopo diventa un ottimo insegnante.

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