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L'insegnamento abusivo

Molti colleghi maestri di ballo mi hanno scritto su tale argomento, lamentando il frequente affacciarsi sul mercato di insegnanti abusivi, in quanto sprovvisti di specifici diplomi. Il fenomeno è abbastanza diffuso: a sud leggermente più che a nord, sia nelle grandi città che nei centri medio_piccoli dove,  probabilmente, esso è più visibile e crea le reazioni più risentite. I casi segnalatimi coprono un ampio ventaglio di 'anomalie' ricorrenti: 

  • pensionati che insegnano liscio dopo qualche mese di scuola; 

  • persone occupate in attività libero_professionali che per hobby fanno gli istruttori, senza aver mai visto un manuale;

  • lavoratori dipendenti che praticano tariffe ridottissime per arrotondare lo stipendio;

  • giovani e ragazze che cominciano ad insegnare balli di gruppo e subito dopo pretendono di insegnare danze latino_americane e caraibiche; 

  • competitori all'inizio della carriera che si improvvisano maestri. 

La confusione, che sta sotto gli occhi di tutti, è ulteriormente aggravata da un altro fenomeno: l'abitudine di alcuni veri Maestri di aprire scuole a proprio nome e mettervi dentro ad insegnare giovani non diplomati, che sono semplicemente loro allievi, magari bravissimi, ma pur sempre ancora e solo allievi. Qualcuno di questi allievi, dopo un pò di tempo, si mette in proprio, senza andare preventivamente a sostenere alcun esame. Ciò autorizza a buttarsi nella mischia degli 'insegnanti' anche i non addetti ai lavori.

Altro punto dolente, molto più delicato, è il discorso sui cosiddetti 'diplomi facili'. Ma su questo problema è difficile intervenire, perchè ogni Associazione è responsabile dei diplomi che rilascia. La mia posizione sull'argomento è chiara: con il concorso della FIDS si dovrà arrivare in tempi brevi alla certificazione dei diplomi e, quindi, al loro rilascio da parte del CIDS sulla base di programmi ben precisi, senza sconti sul piano delle conoscenze reali. (Tale problematica è approfondita in questa stessa sezione, nell'articolo LA DANZA NEL TERZO MILLENNIO)

Veniamo all'abusivismo.

Da molti anni si parla della necessità di regolamentare l'insegnamento delle danze sportive. In alcuni momenti storici recenti si è anche profilata la possibilità di istituire per legge un Albo dei maestri di ballo e un Albo dei giudici di gara. Ma la situazione continua ad essere ingarbugliata. Unico fatto importante, la nascita della 'nuova' FIDS: e non è poco. La competizione tra le Associazioni deve spostarsi dal piano numerico degli iscritti a quello qualitativo. Fatto ciò,  diventa possibile un inizio di regolamentazione che garantisca i maestri e gli utenti. In Italia viviamo una contraddizione particolare:

  • Siamo un paese che produce grandi campioni a livello mondiale; abbiamo atleti che nel panorama internazionale non sono secondi a nessuno; possediamo dei Maestri che sono delle autorità in materia; ma l'insegnamento in generale è ancora una giungla senza regole, mentre le scuole di ballo sono lasciate in balia di se stesse.

All'estero le cose vanno meglio. Mi riferisco a Francia, Germania, Inghilterra e USA, dove la specializzazione è un valore reale, e di conseguenza la professionalità viene pesata ed apprezzata. L'utenza ha dei riferimenti chiari per potersi orientare nelle scelte. Basti pensare (un esempio per tutti) all'ordinamento inglese, che prevede tre livelli di insegnamento per formare i Maestri (Maestri di danza di società, Direttori di Scuole di ballo, Preparatori di competitori/Giudici di Gara).

Da noi le cose sono obiettivamente più complicate per i seguenti motivi:

  • La gente che balla e che ama ballare è tantissima. Molti allievi si lasciano prendere dalla voglia sincera di trasmettere ad altri la passione e le conoscenze che man mano acquisiscono. Poi, gli improvvisatori e i fantasisti non mancano.

  • La nostra tradizione coreica abbraccia balli internazionali e balli nazionali, oltre a particolari danze regionali e locali. Quindi il problema delle regole e degli standard passa spesso in secondo ordine.

  • I balli di gruppo hanno avuto una esplosione unica al mondo, prima ancora che le Associazioni dei Maestri se ne accorgessero; per cui è nata da diversi anni una scuola parallela a quella delle danze ufficiali, i cui istruttori avevano le provenienze più svariate. Solo pochissimi erano già in possesso di un qualche diploma di ballo.

  • All'interno di molte scuole non c'è una distinzione precisa fra corsi finalizzati alla competizione e corsi generici per il divertimento.

  • Molte persone si iscrivono alle scuole di ballo per imparare a stare in pista il sabato sera (e questo è un fatto positivo). Senonchè la domanda di queste persone è di tipo quantitativo e non qualitativo: vogliono imparare il maggior numero di balli possibile, in poco tempo, senza pretendere di capire troppo. Rispetto a questo tipo di domanda (che rappresenta una parte importante del business del ballo) si creano gli spazi per gli avventurieri e gli affaristi che s'improvvisano conoscitori di programmi e di tecniche, laddove ne possiedono appena una infarinatura.

  • Il reclutamento degli atleti è spesso casuale: questi vengono pescati dal gruppo, e solo in una seconda fase sono invitati a prendere lezioni private (anche costose) perchè siano convenientemente addestrati per le gare.

  • Nessuno fino ad oggi ha avuto interesse a far capire alla opinione pubblica la differenza fra le varie discipline e fra i vari diplomi.

  • Molti italiani pensano che il Maestro di ballo, in quanto tale, sia abilitato ad insegnare tutte le danze esistenti.

Chi insegna senza diploma è certamente un abusivo, nel senso che agisce al di fuori di qualsiasi riconoscimento. Ciò non vuol dire che non vi sia alcuna possibilità che egli non sia bravo. L'assurdo della attuale situazione è che, mancando il controllo sul rilascio dei diplomi, si può anche incontrare un diplomato, quindi uno che ufficialmente deve essere chiamato 'maestro', che ne sa meno di uno che diplomato non è e magari ha talento per il ballo e dimestichezza con i libri. I maestri bravi e bravissimi sono tanti. Ma non tutti i diplomati sono all'altezza del delicato compito di insegnare.  

Un altro equivoco, non secondario, è quello che si nasconde proprio all'interno del mondo dei diplomati. Le discipline ufficiali sono le seguenti:

  • Liscio Unificato e Ballo da Sala

  • Danze Standard

  • Danze Latino-americane

  • Danze jazz

  • Danze Folk

  • Liscio Piemontese (Tradizionale)

  • Tango Argentino

  • Danze Caraibiche

  • Danza Moderna

  • Danze Artistiche

  • Choreographic Team

Per ognuna di queste discipline le Associazioni dei Maestri di ballo aderenti al CIDS rilasciano uno specifico diploma. Inoltre, all'interno di alcune discipline, come tutti sanno, c'è la triplice distinzione dei livelli BRONZO, ARGENTO, ORO. Per ogni livello ci sono un esame e un diploma. Voglio fare a tale proposito un discorso ispirato alla massima trasparenza, visto che sono io stesso un maestro di ballo. (E' un errore per tutta la categoria continuare a nascondere, o far finta di non vedere, problemi che sono invece significativi. Affrontarli in tempo utile serve a preparare un futuro migliore per tutti).

Che cosa si può insegnare con un diploma?

Se io sono diplomato in BALLO DA SALA E LISCIO UNIFICATO, il buon senso (visto che non c'è alcuna legge) mi imporrebbe di insegnare BALLO DA SALA E LISCIO UNIFICATO. Non altro. Se mi metto ad insegnare DANZE STANDARD, divento anche io un abusivo (limitatamente all'insegnamento delle DANZE STANDARD): insegno una disciplina per la quale non ho conseguito il diploma. Posso anche, da autodidatta, averle apprese, con l'ausilio del manuale che intanto ho imparato ad interpretare, ma il diploma specifico non lo possiedo. 

La stragrande maggioranza dei Maestri ha un alto senso etico, anche perchè, chi vive nel mondo del ballo, delle competizioni e delle esibizioni, sa perfettamente cosa vogliono dire qualità, stile, potenza atletica, rispetto delle regole, confronto. Ogni maestro inoltre, specialmente se fa solo questo mestiere, deve tenere alto il prestigio del suo nome e della sua scuola. Non ha interesse a vendere un prodotto scadente, in quanto ciò vuol dire, nel libero mercato, perdere spazio ed opportunità di crescita. Ma c'è al tempo stesso l'esigenza di difendersi in qualche modo dalla cosiddetta logica della giungla. In alcune realtà territoriali, la concorrenza fra le scuole è molto forte, e la presenza degli abusivi totali complica ulteriormente le cose. Alle persone che si iscrivono alla scuola per imparare un pò di tutto, perchè devono andare semplicemente in balera o al ristorante che si è riciclato in sala da ballo, nessun maestro si può permettere il lusso di dire: "Io vi posso insegnare solo 5 balli, ai massimi livelli. Per gli altri non ho il diploma". Dietro l'angolo c'è chi, magari non maestro, è disposto ad insegnarne 20 a metà prezzo.

Non è sempre colpa del povero Maestro se, avendo conseguito comunque un primo diploma, con l'ausilio dei manuali, si mette ad insegnare anche balli per i quali non è diplomato. Soprattutto perchè la figura e la professione di Maestro di ballo non hanno ancora alcuna forma di garanzia, di tutela e di riconoscimento nel nostro paese. Nè la legge impedisce di insegnare a chi è sprovvisto del titolo. Conosco presidi di scuola media che, per inserire le danze nelle attività integrative (scelta encomiabile), non riuscendo ad orientarsi sul mercato, hanno sottoscritto contratti con persone che non conoscevano nè i balli nè i più elementari metodi didattici. 

Il compito di istruttore è difficile e delicatissimo, indipendentemente dalle materie di insegnamento. Quando le nostre Autorità decideranno di portare le danze nella scuola, cosa ormai inevitabile, visto che dieci danze diventeranno discipline olimpiche (Standard + Latino_americane), si dovrà necessariamente fare chiarezza su tutta una serie di problemi attinenti la preparazione e la formazione dei maestri di ballo. A quel punto il problema delle specializzazioni (cioè dei diplomi) dovrà porsi con tutte le implicazioni del caso. Voglio fare un esempio riferito proprio al mondo della Scuola. Io sono professore di Filosofia e Storia per aver conseguito, prima la specifica laurea e dopo le relative abilitazioni all'insegnamento. Quindi sono un Professore. Domande: Avendo il titolo di  professore, posso insegnare quello che voglio? Posso, ad esempio, insegnare matematica?    La risposta è No. La stessa cosa vale, o dovrebbe valere, nel mondo del ballo. Oggi non è ancora così. Domani dovrà esserlo per forza.

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