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Liscio a tre facce

Ho ricevuto molti quesiti relativamente al liscio, da parte di persone che riferivano di aver sentito parlare di una duplice o triplice catalogazione dello stesso in discipline distinte e separate. I maestri di ballo e coloro che vivono nel mondo delle danze sportive sanno perfettamente che le discipline ufficiali aventi per oggetto il liscio sono tre:

  1. LISCIO UNIFICATO

  2. DANZE FOLK (Romagnole)

  3. LISCIO TRADIZIONALE (Piemontese).

Chi non è esperto di balli non sa, e non sempre riesce a capire, come stanno effettivamente le cose. Cercherò di parlare, anzi di scrivere, nel modo più semplice possibile. Questo articolo è rivolto principalmente alle persone che vivono al di fuori dei circuiti del ballo ufficiale: proprio a quelle che mi chiedono perchè non si decide di creare una sola disciplina di liscio che sintetizzi in un unico programma tutte le figure in circolazione nelle varie regioni. Rispondo subito che ciò non è possibile e, al momento, non sarebbe nemmeno opportuno. 

Il liscio unificato è nato dalla esigenza di fissare un programma minimo e delle regole valide su tutto il territorio nazionale: ciò al fine di creare quei riferimenti precisi che sono indispensabili per ogni tipo di gara. L'esigenza di standardizzare alcune figure si è sentita maggiormente per polka e mazurka, in quanto questi due balli sono stati sottoposti ad una grande varietà di elaborazioni e caratterizzazioni regionali e provinciali. I tre balli che appartengono alla disciplina liscio unificato sono molto diffusi in Italia: essi sono esercitati da tanta gente, da tante generazioni, e spesso anche da parte di persone che non hanno mai frequentato scuole di ballo. Dovunque si vada, si incontrano persone anziane, e anche vecchie, che con valzer_polka_mazurka, se la cavano benissimo, senza aver mai avuto un maestro di danza. Non è un caso che tali balli sono considerati patrimonio specifico del nostro paese e sopravvivono come disciplina ufficiale, mentre sono stati snobbati e dimenticati dagli altri paesi europei, compresi quelli che li hanno praticamente adottati per tanto tempo. Premesso quanto sopra, mentre nelle feste e nelle balere, ognuno continua a ballare come vuole, ufficialmente si sono varati dei programmi che valgono sia per l'acquisizione del diploma di maestro di ballo, sia per la partecipazione alle specifiche competizioni. Il testo adottato dalle Associazioni dei Maestri è quello di Gianni Nicoli,  Ballo da Sala e Liscio Unificato, Rozzano MI, Attilio Negri, 1998 (Il testo comprende anche il ballo da sala: fox trot, valzer inglese, tango). La disciplina liscio unificato è praticata in tutte le regioni d'Italia. Le tre Associazioni del CIDS la riconoscono, autonomamente (FIPD, FITD) o abbinata a Ballo da Sala (ANMB). I maestri diplomati sono diverse migliaia. 

Un discorso a parte meritano DANZE FOLK (liscio romagnolo) e LISCIO TRADIZIONALE (piemontese). In Emilia Romagna e in Piemonte c'è una lunga tradizione di liscio. Dai tempi lontani in cui queste danze furono importate, la popolazione non ha più smesso di praticarle e di amarle. Al punto tale, che sono state create decine di figure originali e, con particolare riferimento al liscio romagnolo, sono state inventate tecniche di esecuzione completamente diverse rispetto agli standard del liscio ufficiale. Le caratteristiche del filone romagnolo e del filone piemontese sono trattate ampiamente in questo sito, nelle specifiche sezioni. Qui mi preme dire, per dare una risposta completa a quanti mi hanno scritto in merito, che lo spessore artistico di questi filoni e il loro seguito in termini di praticanti, allievi e Maestri sono tali che l'ANMB, la maggiore Associazione di Maestri di Ballo, li ha riconosciuti come disciplina ufficiale. La disciplina DANZE FOLK è riconosciuta anche da FIPD e FITD; la disciplina LISCIO TRADIZIONALE  è riconosciuta anche dalla FIPD. Per quanto riguarda i libri di testo, ai quali rimando i lettori per ogni utile approfondimento, essi sono i seguenti:

  • Cicognani Gian Piero, Danze folk di Romagna, Regione Emilia Romagna, 1994

  • TECCHIO ANGELO-SANDRONO LOREDANA-TECCHIO GABRIELLA, La tecnica del Ballo Liscio Tradizionale, Pubblidue.

In conclusione, parlare di liscio a tre facce significa mettere le cose al proprio posto, riconoscendo le specificità appartenenti a ciascuna delle tre discipline. In verità, ho colto la tendenza ad usare il meno possibile, da parte degli stessi teorizzatori, gli aggettivi 'romagnolo' e 'piemontese': ciò, non per nascondere l'etichetta e la denominazione di origine controllata dei balli in questione, ma per ampliarne i confini geografici e culturali della fruibilità.  

 

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