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Danze Caraibiche: codificazione e tema libero

Il successo che la salsa ha avuto negli ultimi anni presso il pubblico giovanile ha accelerato, anche in Italia, il dibattito sul problema della sistematizzazione tecnico_teorica delle danze caraibiche nel loro complesso. 

Ci troviamo di fronte ad una disciplina relativamente giovane: sono pochi anni che mambo salsa e merengue sono stati messi assieme a formare, nel nostro Paese, le DANZE CARAIBICHE, secondo la formulazione sostenuta dalle Associazioni dei Maestri di Ballo. La IDO (International Dance Organization) inserisce Mambo, Merengue e Salsa nel gruppo DANZE TRADIZIONALI INTERNAZIONALI, assieme ad altre danze (vedi settore IDO&WRRC). 

La FIDS, nel dovere scegliere tra l'una o l'altra impostazione, ha preferito percorrere una strada ispirata al pragmatismo: portare a sintesi le specificità sviluppatesi in Italia, pur fra tante polemiche e difficoltà. Prima di arrivare alla scelta finale, avutasi con il Regolamento dell'Attività Sportiva (decorrenza 1.1.2003), ha seguito una 'terza via', che si può sintetizzare in due fasi:

  1. Organizzazione del primo Campionato italiano di DANZE SUDAMERICANE CARAIBICHE (tenutosi in data 2 e 3 giugno 2001 a Foligno) comprendente i seguenti balli:

    • merengue

    • bachata

    • salsa cubana

    • salsa unificata

    • salsa portoricana

  2. Istituzione della disciplina denominata BALLI SUDAMERICANI,  con la seguente articolazione, ancor oggi valida:

    • salsa cubana

    • salsa portoricana

    • merengue

    • mambo

    • bachata

    • rueda

L'esclusione del mambo dal primo Campionato Italiano aveva creato non poche perplessità negli ambienti della danza sportiva in generale, e in quelli delle danze caraibiche in particolare. Ma dopo c'è stato il cambiamento di rotta, con la istituzione della disciplina BALLI SUDAMERICANI. Tale disciplina inglobava l'articolazione DANZE CARAIBICHE  tenuta in piedi dal CIDS, con l'aggiunta di bachata e rueda

In questo scenario, alquanto complicato, il problema della standardizzazione dei singoli balli è andato avanti, non risolto, per diversi anni. In Italia la confusione è stata maggiore che negli altri paesi, vuoi perchè nel 'pollaio' i galli sono troppi, vuoi perchè dietro le varie impostazioni tecniche si sono consolidati interessi economici e convincimenti culturalmente onesti di professionisti, di competitori e di scuole.

La codificazione delle singole danze è propedeutica alla formulazione di una disciplina che di quelle danze si compone. E' un problema vecchio: se si vuole elevare un qualsiasi ballo agli onori della competizione, è indispensabile fissarne regole certe, programmi, tecniche di esecuzione. Le giurie devono avere precisi parametri di valutazione; altrimenti si alimentano arbitrio e confusione. Purtroppo, relativamente alle danze caraibiche, si è partiti col piede sbagliato. Non si sono valutati sufficientemente i tanti programmi in circolazione, e nemmeno la giusta velocità metronomica. Pur avendo le danze caraibiche una posizione di centralità all'interno della disciplina DANZE TRADIZIONALI INTERNAZIONALI della IDO, e pur essendo le stesse molto diffuse nel nostro Paese, abbiamo perso molto tempo a discutere sulla opportunità o meno di varare codificazioni definitive. Personalmente, sono convinto che la regolamentazione delle danze sportive che fanno capo a Organismi internazionali deve essere uniforme in tutti i Paesi. L'autonomia esercitata dalle Federazioni nazionali del ballo e dalle stesse Associazioni dei Maestri deve riguardare solo le danze tipiche delle singole nazioni (Nel caso dell'Italia abbiamo il Ballo da Sala, il Liscio Unificato, le Danze Folk romagnole, il Liscio Tradizionale piemontese). 

Un primo passo importante, finalizzato a mettere ordine nel settore, fu fatto dall'ANMB quando, nel 2000, chiese ufficialmente la unificazione e la armonizzazione di due manuali: LA TECNICA DELLE DANZE CARAIBICHE di Marini_Calzado e  I BALLI LATINO_AMERICANI CARAIBICI di Cugge_Mariani. Si trattò di una decisione saggia e necessaria, viste le enormi differenze di impostazione degli Autori (associati ANMB), anche su questioni fondamentali. 

In nessuna disciplina come in questa, si sono pubblicati tanti libri e manuali. Ciò dimostra la ricchezza delle danze in questione e il loro grande impatto sul pubblico. Dall'esame delle tante pubblicazioni viene fuori un contesto molto ampio di teorie, tecniche, parametri, valori e impostazioni, spesso distanti fra di loro. E spesso siamo di fronte ad opere a cui non si può non riconoscere un certo peso tecnico_teorico e letterario. 

L'intervento dell'ANMB si è rivelato utilissimo, specialmente sulla questione dei valori metronomici. Perchè senza il comune denominatore del numero di battute al minuto, diventa complicato perfino parlare di disciplina e di competizioni. Musicisti e discografici devono prenderne atto. Anche le Associazioni FIPD e FITD hanno affrontato il problema delle danze caraibiche con maturità ed equilibrio, pur avendo sostenuto per anni i propri testi specifici.

La svolta significativa si è avuta a maggio 2002, con la pubblicazione a cura di Antonio Prandi del nuovo Manuale intitolato Le Danze Caraibiche Latino Americane. Il manuale è frutto di una fattiva collaborazione tra i massimi esperti delle tre Associazioni del CIDS, i quali hanno finalmente portato a sintesi i loro precedenti lavori, troppo diversi l'uno dall'altro. (Calzado Puentes, Cugge, Mariani, Marini, Rabau, Restuccia, Di Stazio, Vaerini, Valdes). Parlo di tale manuale nella sezione RECENSIONI (N. 64). 

Il significato di questa svolta è grande. Intanto si sono fermate le polemiche e le discussioni su chi aveva ragione e chi aveva torto: ciò, a tutto vantaggio della disciplina e di quanti la praticano. Sono stati unificati quattro manuali:

  • LA TECNICA DELLE DANZE CARAIBICHE di Marini_Calzado

  • Il pianeta della salsa di Armanda e Claudio Di Stazio

  • I BALLI LATINO_AMERICANI CARAIBICI di Cugge_Mariani

  • Danze Caraibiche di Gandra, Rabou, Restuccia, Stefio, Vaerini, Valdes, Lo Piero, Nikiforova.

Certamente, il dibattito continua, in quanto a livello mondiale continuano a lievitare i fermenti che riguardano tali balli, la loro crescita, i loro adattamenti. Non dobbiamo mai dimenticare la relazione esistente fra i manuali e le piste di ballo, dato che la storia della danza ci ha dimostrato ampiamente come i più grandi teorici di danza si siano sempre ispirati alle libere interpretazioni dei ballerini.

Man mano che escono nuove specifiche pubblicazioni, si allargano gli orizzonti conoscitivi  della cultura musicale e coreica caraibica, e si aprono nuove frontiere per la interpretazione dei balli relativi. Le danze sono un prodotto culturale ed artistico: la loro rappresentazione non può prescindere dalle origini, dalle cause, dal contesto sociale e storico in cui sono nate. Negli ultimi anni abbiamo assistito al consolidarsi di due teorie riguardanti le danze caraibiche. Queste due teorie non sono automaticamente contrapposte fra di loro; ma possono anche essere compresenti in una sintesi equilibrata: 

  1. E' necessario raccogliere le figure più significative prodotte in giro per il mondo, al fine di costruire un programma di qualità, nella prospettiva di una codificazione plausibile e diffusa.

  2. E' opportuno mantenere una sufficiente area di deregulation, per non soffocare le caratteristiche di improvvisazione che fanno delle danze caraibiche una manifestazione di libertà artistica ed espressiva.

 

PASITOS

Rispetto ai balli di altre discipline, mambo, merengue e salsa hanno il vantaggio che, pur ballandosi in coppia, lasciano molto spazio alla fantasia individuale. Praticamente consentono ai partners di eseguire figure a tema libero, perfino senza presa e senza apparente coordinamento reciproco. Ciò è possibile proprio grazie alla loro particolare natura di danze che anelano alla libertà e non accettano regole troppo rigide. Sembra un controsenso, perchè, come abbiamo detto, senza codificazione non ci sono certezze; ma c'è da dire che l'originalità di tali balli consiste anche nel saper miscelare con equilibrio la parte codificata e la parte senza schemi. Le figure cosiddette libere si  devono inserire perfettamente nel contesto del programma ballato in coppia: spetta naturalmente al cavaliere introdurle al momento giusto, così come è compito suo recuperare la dama nel migliore dei modi dopo la parentesi di autonome performance. 

Cugge e Mariani parlano di 'pasitos' per definire queste licenze di movimento. Essi suggeriscono utili espedienti per garantire la continuità della esecuzione e arrivano a prevedere specifiche figure per gestire agevolmente il passaggio da una fase all'altra. Senza complicare le cose, al cavaliere che intenda introdurre momenti di ballo libero, si raccomanda di mantenersi ad una giusta distanza dalla dama, in termini di spazio e di tempo, tenendo presente che nelle danze caraibiche il contatto è la regola, la mancanza di contatto è l'eccezione. 

Nella esecuzione dei pasitos il cavaliere deve stare attento a:

  • non scontrarsi con la dama nella fase di autonomia;

  • non allontanarsi e non farla allontanare eccessivamente;

  • ristabilire la presa e il contatto  attraverso un riallineamento naturale ed armonioso dei piedi e dei corpi;

  • far coincidere inizio e fine dei pasitos con inizio e fine dalla frase musicale.    

Sui pasitos si è discusso parecchio. Molti li chiamano anche 'open shines':

  • Innanzi tutto, la discussione preliminare riguarda la opportunità dell'inserimento degli stessi che, secondo alcuni, rompe l'unità della coppia chiusa. Tale punto è ampiamente sviluppato altrove.

  • Un problema riguarda il rapporto fra i pasitos ed ogni singolo ballo della disciplina in questione. C'è chi vede bene i pasitos solo all'interno della salsa portoricana, dato il ritmo lento della stessa. C'è chi invece sostiene che ciò è limitativo nei confronti degli altri balli: la componente libertaria deve essere riconosciuta come una prerogativa dell'intera disciplina allargata, fatte salve le dovute compatibilità.

  • Alcuni studiosi dicono che, libertà per libertà, i movimenti liberi si possono eseguire anche prescindendo dal rispetto della base musicale, purchè la gestualità e la mimica dei ballerini siano adeguatamente caraibiche. Altri contestano tale impostazione, ricordando che non è possibile recidere il cordone ombelicale con la musica nemmeno per un solo battito.

  • I pasitos si addicono più al cavaliere, più alla dama, o ad entrambi nella stessa misura? A questa domanda ognuno risponde come vuole:

    • Sono nati per esigenze del cavaliere e tali devono rimanere. 

    • Se sono nati come movimenti della parte bassa del corpo, è abbastanza discutibile che siano diventati anche movimenti del corpo e delle braccia.

    • Servono più alla dama per mettersi in mostra in tutta la sua femminilità e in tutta la sua capacità di eccitare e provocare.

    • Servono alla coppia per mimare l'allontanamento e il successivo abbraccio: è sempre l'amore che vince.

 

Impostazioni IDO&WRRC

Per coloro che si occupano di danze caraibiche a livello di studio, di insegnamento, di competizioni, è utile conoscere quanto riportato dal Regolamento dell'Attività Sportiva che la FIDS ha varato con decorrenza 1.1.2003. Con tale Regolamento la FIDS inserisce le danze caraibiche all'interno del Settore Danze Internazionali (Capitolo 3.4 - Danze Tradizionali internazionali), recependo coerentemente le impostazioni della IDO.

  • MAMBO.

    • Caratteristiche della danza: Il mambo è un ballo in cui l’uomo e la donna si sfidano per controllo e forza. La donna è molto forte e può essere dominante quanto l’uomo. L’uomo prova a rimanere nel controllo ed impressiona la ragazza con la sua abilità e la sua velocità fisica.  

    • Passi e movimenti: Provengono dallo stile di ballo latino americano originale. E’ molto importante che i movimenti, le combinazioni dei passi e le “pose”,  la maggior parte in posizione di ballo ravvicinata, siano in tutto il ballo in perfetta armonia con il ritmo ed il carattere della musica.  Giri avvitati e allacciamenti sono caratteristici del ballo. I lift non sono permessi. 

  • MERENGUE.

    • Caratteristiche della danza: Il Merengue è un ballo caraibico che si esegue sul posto (spot dance) senza muoversi lungo la linea di ballo. Sono utilizzati movimenti dei fianchi stile latino, come pure un movimento di fianchi più “staccato”. Talvolta, insieme con il movimento latino dei fianchi, è utilizzato un leggero ondeggiamento contrario. Anche se il ritmo di ballo è simile ad un ritmo di marcia, possono essere utilizzati molti altri ritmi sincopati, più lenti e variati nell’interpretazione della musica. Il Merengue è un ballo popolare: i partners dovrebbero concentrarsi uno sull’altro, creando un sentimento di sensualità attraverso l’uso dei movimenti ravvicinati, di rotazioni intricate e talvolta uno stuzzicarsi reciprocamente per gioco.

  • SALSA.

    • Caratteristiche della danza: Questo ballo di origine caraibica deve essere ballato nella maniera tradizionale, con maggior parte dell'esecuzione eseguita in posizione ravvicinata. I lift non sono permessi. I movimenti di base della salsa sono una sequenza di tre passi durante quattro battute della musica, in un ritmo veloce, veloce, lento (tap). E' possibile iniziare su qualsiasi battuta. E' concessa ai ballerini ballerini molta libertà nell'interpretare la musica utilizzando movimenti ed elementi di molti balli latini diversi. I ballerini dovrebbero descrivere un interazione molto calda e piccante l’uno verso l’altra. Sono permessi i salti (...) e i soli sollevamenti bassi (...).

Tutte le notizie relative alla disciplina DANZE CARAIBICHE sono riportate nella omonima sezione. Cliccare sul link sottostante. 

per saperne di più

La disciplina DANZE CARAIBICHE
IDO&WRRC (Danze Tradizionali Internazionali)
RECENSIONI: Le Danze Caraibiche Latino Americane
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