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La danza come linguaggio |
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Fra i tanti linguaggi, diretti e indiretti, che l'uomo utilizza per esprimersi e per comunicare, la danza occupa un posto fondamentale. Giovanni Calendoli sostiene che la storia della danza è "la storia del linguaggio del corpo e dell'impiego che l'uomo ne ha fatto nelle varie epoche, assegnandogli di volta in volta funzioni e collocazioni diverse nella struttura sociale." (Calendoli Giovanni, Storia universale della danza, Milano, Mondadori, 1985). I movimenti del corpo, quando non casuali ma finalizzati ad esprimere contenuti, rappresentano un codice importante per la comprensione del retroterra culturale e spirituale che li sottende. La danza è espressione libera e non mediata di sentimenti, di bisogni, di valori. Quando è stilisticamente elaborata, assurge addirittura ad arte. Ogni forma d'arte ha a che fare con gli strumenti attraverso i quali si estrinseca; e gli strumenti sono sempre estranei all'artista. Lo strumento della danza è il corpo umano. Ciò rende chiaro il concetto dal quale prendo le mosse in questo articolo: la centralità del corpo come elemento caratterizzante del linguaggio_danza. Chi studia le danze si trova, da un lato, a dover capire le tecniche d'esecuzione e i rapporti fra ritmi e movimenti, dall'altro a scoprire l'essenza delle motivazioni, delle finalità e della ispirazione delle danze stesse. Nel ricostruire l'origine di una danza, si vanno a cercare le ragioni che hanno spinto il singolo soggetto o un gruppo di individui a concepirla e ad elaborarla proprio in quel modo e in quel momento. In pratica, si adotta un metodo di analisi e di ricerca analogo a quello che si usa per decifrare un linguaggio. Ogni danza ha un suo lessico e una sua cifra particolare, oltre che le sue regole, il suo stile, i suoi tempi. Ogni danza nasce per dei motivi precisi, che possono essere sociali, economici, affettivi, religiosi, politici; ma tutti riconducibili di volta in volta ad una determinata condizione umana, psicologicamente pregnante, bisognosa di tradursi in espressione motoria. Scomponendo una danza, si possono scoprire di un popolo molte più cose che leggendo un manoscritto, e del soggetto esecutore la più intima essenza. Danza_ linguaggio e danza_arte si pongono su due livelli differenti. Il livello artistico rappresenta la forma evoluta della espressione coreica la quale si identifica col danzatore fino al punto di nascere e morire con esso. Quando muore un grande pittore, restano i suoi quadri a parlare di lui e a glorificare la Pittura. Se muore un grande ballerino, dobbiamo ricorrere ai filmati (quando ne esistano) per rivivere la sua opera d'arte. Se il grande ballerino invecchia ed il suo corpo perde la forza, lo slancio, la freschezza espressiva, cessa il suo miracolo di produrre arte. Ecco perchè una esibizione di danza artistica è un momento irripetibile, unico. Se il ballerino esegue cento volte, nell'arco della sua vita, una danza artisticamente rilevante, vuol dire che ha prodotto cento opere d'arte: perchè ogni volta è la prima; perchè dopo l'ultima volta, quell'opera d'arte cessa di esistere. Nella danza di coppia, i due corpi formano un sistema di corpi. Ne consegue un duplice linguaggio:
Il primo linguaggio ha una funzione limitata rispetto al secondo, ma è decisivo: rappresenta lo scambio di informazioni internamente al sistema dei corpi ed ha come finalità il costituirsi del sistema stesso e il suo esplicarsi in quanto tale. Ne cogliamo la efficacia maggiore o minore nella misura in cui esso è funzionale a realizzare l'armonia completa dei due corpi in movimento e la loro fusione in un unico disegno espressivo. Il secondo linguaggio è quello che trasmette contenuti ed assume rilevanza esterna. Come tutti i linguaggi, anche quello della danza ha conosciuto vari stadi e vari gradi di evoluzione. Si va dal livello primitivo dei movimenti in circolo alla danza accademica e teatrale; dalla improvvisazione elementare alla codificazione scolastica; dalla estremizzazione del formalismo al recupero totale della spontaneità attraverso i ritmi afro_cubani e caraibici del duemila. Il rapporto fra danza e musica fa parte dello stesso discorso: si va dal ritmo scandito con le mani o con i piedi alle sofisticate composizioni per orchestre. Il linguaggio coreico e coreutico è nato con l'uomo. Scoprirne i segni, i segreti e le sfumature nelle varie epoche storiche e nelle varie civiltà, equivale a scrivere la storia del genere umano in una duplice chiave: squisitamente filosofica, squisitamente poetica. All'interno della coppia possiamo anche isolare il singolo ballerino per esaminarne gesti e movimenti. E' una operazione un pò diversa da quella che facciamo osservando il singolo danzatore all'interno di un corpo di ballo. Nel corpo di ballo, il ruolo di protagonista è affidato alla coppia principale o al danzatore/danzatrice principale. Le scuole di coreografia tendono ad uniformare i comportamenti dei singoli membri di un gruppo di ballo, per evidenziare maggiormente la performance del soggetto protagonista. Il gruppo ha in pratica un ruolo di cornice, di contesto, di riferimento generale, dove lo sguardo dello spettatore deve cogliere semplicemente una sensazione di armonia complessiva. Nella coppia protagonista (balletto, danza classica) o nella coppia di danza sportiva, il ruolo dei due partners assume pari importanza, sia presi come insieme che considerati singolarmente. Qui la potenzialità comunicativa del gesto deve tendenzialmente raggiungere l'apice: l'espressione di un dolore o di una gioia, dell'estasi o della gelosia, deve essere capace di significarne la portata contingente ed universale. E' anche un problema di tecnica, ma non si tratta solo di questo. Ogni danza ha dei connotati precisi, che richiamano storie, valori, idee, contenuti e significati. Tralascio il balletto dove, da almeno quattro secoli, musicisti, coreografi, maestri e ballerini impegnano risorse, intelletto e forza fisica per esprimere arte a tutto campo. Parlo delle danze sportive. Le danze standard, latino_americane, caraibiche, jazz, sono discipline che complessivamente comprendono una ventina di balli, ognuno dei quali ha una precisa identità, unica ed inconfondibile. I ballerini devono calarsi nel clima del singolo ballo, fin dal primo battito musicale, ed acquisirne la fisionomia. Le gambe e le mani, il corpo ed il volto, la bocca e gli occhi devono raccontare quella danza: i movimenti, i gesti, gli sguardi sono l'alfabeto di un linguaggio specifico, e la tecnica ne rappresenta grammatica e sintassi. I danzatori sono atleti ed attori al tempo stesso. Ad una gara di ballo, il pubblico deve poter vivere la sensazione di assistere ad un evento sportivo e culturale, dove la forza e la resistenza fisica sono veicolo di emozioni e di bellezza, di messaggi estetici e spirituali. |
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