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Rapporto di coppia nel valzer |
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Sia pure per motivi diversi, valzer e tango hanno rivoluzionato lo status della coppia nella danza. La rivoluzione introdotta dal valzer va colta in riferimento a cosa e come si ballava prima del suo avvento. La rivoluzione operata dal tango, strano a dirsi, è tale non solo nei confronti degli altri balli, ma anche rispetto allo stesso valzer. Questo articolo è dedicato al valzer. In fondo alla pagina (oltre che nell'indice di TEORIE A CONFRONTO) si trova il link all'articolo dedicato al tango. Il valzer ha imposto, nel XIX secolo, la coppia chiusa, già affacciatasi timidamente con l'allemanda e con il landler. A livello popolare, in Europa, esistevano localmente diverse danze dove i partners si abbracciavano, su un ritmo ternario o binario: hoppaldei, drehen, schleifer, deutschen, langaus. Senza dimenticare la volta che, a torto o a ragione, è considerata la danza antica più vicina allo spirito del valzer. Nessuno di questi balli ebbe la forza di diventare ballo dominante. L'aristocrazia riuscì, in pratica, a tenerli fuori dalle proprie corti. Il primo aspetto rivoluzionario del valzer consiste, quindi, nel modo in cui esso ha conquistato la cultura ufficiale, pur essendo un ballo dirompente proprio per via della tecnica di esecuzione che vuole cavaliere e dama in posizione di presa abbracciata, dall'inizio alla fine. Il secondo aspetto rivoluzionario è dato dal movimento vorticoso che si contrapponeva alla calma piatta e alla linearità del minuetto. Il minuetto rappresentava l'Ancien Régime. Il valzer si affermava come il simbolo della rivoluzione sociale. La stessa espansione del valzer in Europa è in stretto rapporto col movimento rivoluzionario. C'è poi una terza caratteristica che accompagna il fenomeno valzer: il diffuso coinvolgimento emotivo e di fatto di tutti i partecipanti. Il valzer faceva alzare tutti dalle sedie. Ognuno voleva eseguire questa danza: per provare e per imparare. Non si accettava, in nessun ambiente, l'idea di guardare chi ballava. Il ritmo ossessivo e stimolante entrava nelle menti e nei cuori e faceva da motore nei corpi agili e meno agili dei presenti: dava la carica ai maschi; faceva sognare le femmine. Tale fenomeno si verificò sia nelle classi colte che in quelle socialmente umili. La disponibilità psicologica della gente rispetto a questo ballo era un fatto completamente nuovo, sia per l'ampia portata che per le conseguenze che ne derivavano. Nel momento in cui le piste da ballo esistenti cominciarono ad affollarsi di persone che volevano darsi al valzer, nascevano due esigenze:
Durante la rivoluzione francese, furono occupate molte chiese da parte dei contadini che le trasformavano immediatamente in saloni da ballo. Molti studiosi si sono chiesti il perchè. La spiegazione sta nel fatto che la Chiesa si era battuta contro i vari balli di coppia con volteggio, in particolare contro la volta, ritenendola peccaminosa. L'Inquisizione aveva anche comminato condanne al rogo a ballerini di volta. Per reazione, il popolo introduceva il valzer proprio nelle chiese, trasformandole in pubblici locali da ballo. I luoghi sacri, compresi i monasteri, si prestavano fra l'altro ad offrire gli enormi spazi necessari ad accogliere masse sempre più numerose di ballerini. Ecco cosa dice del valzer lo studioso austriaco F. Klingenbeck: "Il valzer è l'espressione tenace e immortale di un desiderio insopprimibile, profondamente radicato nell'uomo: quello di ballare. Viste da un osservatore esterno, le coppie girano in tondo e gli abiti delle fanciulle volteggiano come onde. Ma la rivoluzione è in primo luogo interiore: rappresenta una liberazione dalle vecchie buone maniere, dal comportamento 'civile', dalla profonda rigidità del rigore, dalla riservatezza e dal bon ton. E la danza fiorisce liberamente, come un bocciolo rimasto chiuso troppo a lungo. Un soffio vitale passa attraverso il corpo dei ballerini, con una forza esaltata da quella doppia rotazione su sè stessi e attorno alla sala. A questo si aggiunge il piacere di danzare con il partner prescelto. Le coppie si esibiscono in libere evoluzioni, tracciando la figura più perfetta del mondo. Tutto è vita, gioia, infinita beatitudine." (Unsterblicher Walzer, Historisches vom Wiener Walzer, Wien, 1952)
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