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Il problema della valutazione nelle gare di ballo 

In una gara di corsa vince chi arriva primo. Nel salto in alto vince chi salta più in alto. Nel lancio del disco vince chi lancia il disco più lontano. Ecc. Gli sports olimpici rispondono a questa regola semplicissima: vince il migliore. I parametri di valutazione si basano su criteri scientifici. Oltre che i giudici di gara, anche gli spettatori vedono immediatamente chi arriva primo nella corsa, chi salta più in alto, chi lancia il disco più lontano. Le Olimpiadi sono trasparenti: nessun verdetto può essere condizionato da impostazioni soggettive. Ogni proclamazione di vittoria deve essere al di sopra di dubbi ed incertezze. Anche uno sport come la boxe ha delle regole precise: attraverso l'attribuzione di punti e penalità, si arriva ad un giudizio univoco e prevedibile. Lo stesso dicasi, per fare un altro esempio, del pattinaggio artistico.

Come si inserisce la danza in un contesto del genere? 

PRIMO GRUPPO DI DOMANDE: E' possibile, nelle gare di ballo, arrivare alla formulazione di verdetti incontestabili? Ci sono, e in che misura, margini di discrezionalità? Sono eliminabili tali margini?

SECONDO GRUPPO DI DOMANDE: Come si può organizzare una giuria al di sopra delle parti? E' possibile creare per tempo un albo di giudici olimpionici svincolati da interessi di parte? Esiste concretamente la possibilità di selezionare una elite giudicante che non abbia agganci con scuole di ballo, federazioni, associazioni di settore?  Che mestiere dovrebbero fare queste persone prima e dopo le Olimpiadi?

Queste ed altre domande, più o meno della stessa natura, si pongono sul tappeto ogni volta che si parla delle Olimpiadi del 2008 come della grande occasione per inserire fra le discipline olimpiche ben dieci danze (5 standard + 5 latino-americane).

I dirigenti della IDSF comprendono bene la delicatezza dell'argomento e, pur essendo i più convinti assertori della ineluttabilità che le danze diventino sports olimpici, sono consapevoli che a tale appuntamento non si può arrivare impreparati. Essi sono anche seriamente preoccupati, in quanto conoscono bene l'attuale intreccio di interessi e di partecipazioni all'interno del mondo del ballo. Prioritariamente si chiedono come sia possibile risolvere il problema legato alla inevitabile soggettività del giudizio dei giudici. Lo studio da avviare riguarda la creazione di un sistema capace di articolare la base tecnica per i giudizi. Fatto ciò, si può mettere in piedi, in pochi anni, un percorso formativo per giudici 'sacrificati' alle Olimpiadi, anche in cambio di grosse gratificazioni: l'importante è che si riesca a farne dei professionisti al di sopra delle parti. La comunità internazionale giudicherebbe molto negativamente un sistema approssimativo, o peggio clientelare, di valutazione da parte delle giurie del ballo.

Riporto gli autorevoli punti di vista del Maestro Luciano Panciroli, consigliere nazionale ANMB, e del Maestro Gianni Nicoli,   Vicepresidente ANMB e Coordinatore della Commissione Tecnica della FIDS. Tali giudizi sono stati estrapolati dall'Organo di Informazione della FIDS:

  • PANCIROLI: "La parte incontestabile di una valutazione, quella fondata su valori tecnici obiettivi, come il tempo musicale e la postura dei competitori, non supera il trenta per cento del totale" Il restante settanta per cento è un "insieme di fattori che è più difficile definire esattamente che riconoscere, almeno per occhi esperti". 

  • NICOLI: "Il modo migliore di garantire un giudizio equo è una giuria numerosa e composita, così che le differenze tra i punti di vista trovino una loro composizione e un loro equilibrio". Per quanto riguarda l'opportunità di inserire o meno giudici stranieri "ogni nazione fa la sua scelta: i campionati inglesi e tedeschi vengono valutati 'in casa', mentre la Francia si avvale di giudici ospiti. In generale penso che in Italia potremmo tranquillamente farne a meno".

    Nei Campionati Italiani sono generalmente adottati dei criteri che indubbiamente vanno verso la chiarezza:

  • La giuria è estratta a sorte all'interno di una rosa di nominativi, anche comprensiva di giudici stranieri.

  • Esclusa la finale, in tutte le fasi i giudici indicano le coppie ammesse al turno successivo: il verdetto complessivo viene fuori dalla somma aritmetica di quelli individuali. 

  • Nella finale, ogni arbitro stila una classifica dal primo al sesto. Quindi si fa una media tra le diverse graduatorie individuali dei giudici.

  • Per rendere il voto trasparente e quindi esposto al controllo popolare, le valutazioni individuali di ogni giudice sono rese pubbliche.

Nelle Gare regionali e provinciali esistono diversi problemi. I grossi scogli da superare restano almeno due:

  • la duplice natura/posizione del giudice/maestro. 

  • Le cordate di scuole e di interessi precostituiti, che possono compromettere un giudizio obiettivo e trasparente.

Per quanto riguarda le Gare a punteggio, data la loro importanza ai fini della Ranking List, la FIDS si riserva di indicare lo staff tecnico. Tale norma, inserita nel Regolamento dell'Attività Sportiva introdotto con decorrenza 1.1.2003, vuole essere un segnale di garanzia per atleti e società; ma è anche la prova di una preoccupazione di fondo.

C'è chi coraggiosamente comincia a proporre la separazione delle carriere di giudice e di maestro 

La soggettività del giudizio è un problema serio. Resta tale anche se non è aggravato dall'interesse di un giudice a giocare sporco. In teoria, un giudice può favorire una coppia dandole sistematicamente il massimo del punteggio, e anche dando il minimo ad una coppia più brava, presumibilmente candidata alla vittoria. Ma qui entriamo nel campo di ciò che è eticamente riprovevole. Se esistono persone così, tutto possono fare tranne che i giudici di gara.

Un altro problema reale che impedisce l'obiettività o l'attendibilità del giudizio è rappresentato dall'attuale sistema delle gare e delle eliminatorie. Faccio un esempio concreto: 

  • Un ballo dura 100 secondi e in pista ci sono 20 coppie. Cento secondi diviso venti fa cinque secondi. Il giudice ha cinque secondi per osservare una coppia. Solo per portare lo sguardo da una coppia all'altra perde un secondo. Per scrivere il punteggio della coppia valutata perde due secondi. Oppure perde parecchi secondi per scrivere l'ordine di merito delle coppie secondo lui vincitrici. Dopo che ha valutato dieci coppie, perde altri secondi per evitare di non posare lo sguardo su coppie già giudicate. (Non portando la dama il numero di gara, il giudice deve aspettare che sia di spalle il cavaliere per leggere il relativo numero). CONCLUSIONE: in cento secondi è matematicamente impossibile giudicare obiettivamente venti coppie, dopo averle osservate singolarmente in una amalgamazione di almeno cinque figure.

La mia proposta:

  • Procedendo per analogia, si deve ricorrere ai sistemi di valutazione già in essere per gli esercizi a corpo libero, dove è giudicato un atleta alla volta, secondo una precisa scala di valori che faccia riferimento alla tecnica, al modulo espressivo, alla interpretazione, al rispetto delle regole, ecc. Mi rendo conto che è una proposta sconvolgente che renderebbe peraltro lunghissime le gare di ballo. Ma se si vuole un verdetto onesto, competente, professionale, non ci sono alternative.

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