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Ballare i lenti

 

C'era una volta il BALLO DEL MATTONE. Musica dolce, ritmo lento, tanta voglia giovanile di abbracciarsi. Questo modo di ballare i lenti si chiamava così perchè la coppia stava quasi ferma sulla pista: i ballerini si tenevano stretti stretti  ed eseguivano dei passi piccolissimi in senso rotatorio, insistendo praticamente su una superficie equivalente ad una mattonella di cm 30 x 30.

Chi ha vissuto la giovinezza nel periodo della ricostruzione post-bellica sa perfettamente che il ballo del mattone favorì molti amori. Per i ragazzi rappresentò un modo educato di corteggiare le donne; e per le ragazze fu più facile, non essendosi ancora affermata la liberalizzazione dei costumi, non starci e starci, non darsi e darsi.

Poichè non esistevano le scuole di danza, ognuno si inventava il suo ballo del mattone... personalizzato. In verità un ballo del mattone 'ufficiale' era stato anche codificato dal Maestro Piero Rolando. Egli, nell'ambito del fox trot, definì il giro a destra a perno  come la figura che, eseguita ininterrottamente, si trasformava praticamente nel 'ballo della mattonella'. 

Ancora oggi, si vedono alle feste da ballo coppie di anziani che, non avendo frequentato mai corsi specifici, quando l'orchestra propone un lento degli anni sessanta, si mettono ad un angolino della pista ed eseguono lo stesso ballo di allora.

Nel 2000, la tecnologia spinta ha pianificato anche i balli lenti, spazzando via il ballo del mattone.

 

 

I BALLI LENTI NEL TERZO MILLENNIO

Sono state elaborate diverse tecniche per ballare i lenti. Prima di spiegarne qualcuna, è utile fare una precisazione.  Fra le danze ufficiali, quelle che si possono semplicisticamente definire lente sono tre: Valzer Inglese, Slow Foxtrot, Rumba. Si tratta di tre balli molto importanti e di larghissimo successo mondiale. Hanno programmi ricchi di belle figure (di varia lunghezza) che consentono di costruire una infinità di amalgamazioni. Ma quando parliamo di lenti non ci riferiamo a questi balli, in quanto le danze non sono raggruppabili in più veloci e meno veloci. La loro classificazione infatti avviene per discipline e si ispira a criteri tecnici, storici e geografici: DANZE STANDARD, LATINO-AMERICANE, BALLO DA SALA, LISCIO UNIFICATO. Ci sono poi le DANZE CARAIBICHE e le DANZE JAZZ. Ci sono il LISCIO ROMAGNOLO e il LISCIO PIEMONTESE. La documentazione riguardante le varie discipline e i relativi balli è pubblicata all'interno delle specifiche sezioni di questo sito.

Pur di catalogare i lenti, qualcuno li inserisce nel genere BLUES. Ma non sempre è corretta una operazione di questo genere. Il BLUES è un filone musicale ben preciso, una corrente artistica popolare negro-americana, nata agli inizi del 1900 nel Sud degli USA, e avente per oggetto i temi della schiavitù, del sesso, dell'amore, della giustizia e dell'ingiustizia. Inoltre, il BLUES è uno dei sei balli che costituiscono, in Italia, la disciplina DANZE JAZZ.

Quando parliamo di lenti ci riferiamo ad un particolare genere musicale, di impostazione melodica o malinconica o romantica,  che non rientra in alcuna disciplina ufficiale di ballo. Prendiamo una canzone famosa: SAPORE DI SALE (di Gino Paoli) e chiediamoci: Come si balla SAPORE DI SALE? Per rispondere a questa domanda esaminiamo la base musicale del brano:  non corrisponde a nessuno dei ritmi dei balli ufficiali. Pertanto dobbiamo (o dovremmo) concludere che la canzone presa in esame e quelle dello stesso genere sono non ballabili. Per poterle ballare dobbiamo:

  • inventare figure specifiche; 

  • adattare qualcuna delle figure esistenti che meglio si presta all'impiego.   

 

TECNICA DI BALLO  N. 1

Molti istruttori e Maestri di Ballo propongono di applicare ai cosiddetti lenti i passi del FOX TROT. Chiaramente non tutte le figure si possono trasporre. Quelle immediatamente utilizzabili sono: Greca Angolata, Giro a destra con Pivot, Giro a sinistra, Giro a sinistra a perno (così chiamato dal Maestro Piero Rolando il Balancè ruotato a sinistra) e, naturalmente, il su citato giro a destra a perno. 

Questa tecnica può dare soddisfacenti risultati. Naturalmente si devono usare furbizia ed accortezza, in quanto si tratta di applicare figure costruite per ritmi di 46-48 battute al minuto a brani musicali suonati a 20-22 battute al minuto.

Le pause sono lunghe, i movimenti sono lenti e delicati. La coppia deve mantenere equilibrio ed armonia senza sbandare mai e senza interrompere la fluidità del ballo. Poichè nelle figure di FOX TROT è presente il doppio veloce (VV), si deve fare attenzione ad eseguirlo con estrema leggerezza: a tal fine può essere utile ballarlo sulle piante o sulle punte.

Gli esperti ballerini con tale tecnica  riescono agevolmente a creare un ballo non monotono, bello a vedersi e a farsi, interessante anche dal punto di vista strettamente coreografico. 

 

TECNICA DI BALLO  N. 2

Altra tecnica diffusa è quella che propone quattro passi lenti:

(cavaliere)

  • sinistro avanti

  • destro avanti

  • sinistro avanti

  • destro chiude

L'allineamento può indifferentemente essere fronte linea di ballo o fronte diagonale parete.

Si tratta di una tecnica coerente che consente di ballare una infinità di brani musicali, più o meno lenti. Anche gli eventuali giri sono eseguiti mantenendo inalterato il ritmo. Rispetto alla Tecnica n. 1, questa si presenta meno dinamica in quanto l'assenza di passi veloci comporta una esecuzione lineare, apparentemente monotona.   

 

TECNICA DI BALLO  N. 3

Meno diffusa delle prime due, ma altrettanto valida è la tecnica che usa un passo base col formato: L VV L

(cavaliere)

  • sinistro avanti

  • destro avanti

  • sinistro chiude

  • destro avanti

Se il cavaliere parte col piede destro, non fa altro che eseguire il PASSO ARGENTINO del Tango da Sala. In tale caso può arricchirlo ogni tanto col PASSO ARGENTINO CHIUSO, eseguendo altri due veloci dopo il terzo passo e chiudendo col terzo passo del medio cortè.   

Prima di concludere, mi corre l'obbligo di ricordare  che già un altro ballo è stato paragonato al ballo della mattonella: il bolero cubano. Si tratta di una danza romantica, molto lenta, di qualche secolo fa. I giovani cubani ballavano il loro bolero (da non confondere col bolero spagnolo), abbracciati, in atteggiamenti amorosi. Non a caso, Iris Del Carmen Calzado Puentes e Luigi Marini, attenti studiosi di fenomeni cubani, lo definiscono, appunto, "ballo della mattonella" (LE DANZE CARAIBICHE). 

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