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Presente e futuro del ballo

Nel ballo molte cose si sono evolute spontaneamente. Spesso è andata anche bene. 

Ma nel terzo millennio si deve saper preparare il futuro, oltre che gestire il presente. Il monitoraggio costante delle danze e della loro compatibilità con il mercato ci fa capire in anticipo cosa può reggere, cosa sta per finire, quanto deve essere di volta in volta cambiato. Insomma anche per il ballo è arrivato il momento di realizzare l'obiettivo Qualità Totale.  

Bisogna riconoscere che, a livello mondiale, gli organismi preposti si stanno adoperando da molto tempo in questa direzione. In Italia si sono create, grazie alle Associazioni dei Maestri di ballo, al CIDS, alla FIDS, al CONI, le migliori condizioni  per tutte le attività che girano attorno al ballo: sport, spettacolo, competizione, intrattenimento. Nei prossimi anni lo sforzo di tutti, con la collaborazione dei vari soggetti interessati, dovrà portare alla massima razionalizzazione del settore. 

OBIETTIVI PRESENTI E FUTURI

  • dare all'utenza risposte e servizi articolati e di sempre più alto livello 

  • creare strutture e Scuole adeguate ai tempi

  • eliminare i residui di improvvisazione e di approssimazione

  • regolamentare l'insegnamento con leggi statali 

  • fissare i piani di studio con criteri scientifici

  • introdurre i diplomi per singoli balli al fine di puntare alla massima specializzazione

  • incentivare l'agonismo

  • organizzare periodici corsi di aggiornamento per i maestri di ballo avvalendosi anche di contributi economici comunitari

  • costruire percorsi formativi per giudici di gara

  • istituire su tutto il territorio cattedre universitarie di Storia del Ballo, Teoria e Tecnica delle Danze Sportive, Letteratura del Ballo, ecc.

Qualche ritardo in questo settore si è avuto perchè la Cultura Ufficiale, anche negli Stati d'Europa che hanno sempre avuto funzione di trainer, si è premurata poche volte di approfondire la conoscenza del pianeta DANZA SPORTIVA, lasciando soli gli addetti ai lavori, alle prese con enormi problemi di organizzazione, di comunicazione e di marketing. 

Il silenzio stampa e televisivo sul ballo è durato a lungo. Da qualche anno (finalmente) si è capito che il ballo è una cosa seria, anche perchè movimenta milioni di appassionati e miliardi di lire.

Entro il 2008, 10 danze (5 Standard + 5 Latino-americane) otterranno il riconoscimento di discipline olimpiche. Fin da adesso è necessario muoversi per investire in tale direzione, in termini di formazione e di strutture.  

Le danze sportive dovranno entrare nelle Scuole dell'obbligo e Superiori, fra le nuove attività che grazie all'autonomia gestionale si possono introdurre. E proprio le Scuole, pubbliche e private, dovranno svolgere un ruolo insostituibile nell'avvicinare al ballo il maggior numero possibile di studenti

Il mondo della danza, opportunamente razionalizzato e strutturato, deve offrire alla Scuola tutti gli strumenti didattici perchè  i singoli balli siano inquadrati in una logica interdisciplinare, sotto il profilo tecnico, storico, letterario. 

 

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