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TANGO ARGENTINO |
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TECNICA
Abbiamo avuto modo di definire il tango in generale come il ballo dell'amore, della gelosia, del tradimento. Ho preso in prestito dai maestri Marlon Giuri e Simona Griggio, la definizione secondo cui il tango non codifica "i modi del corteggiamento, ma un'ambigua e contraddittoria volontà di possesso". Parlando specificatamente di tango argentino, non possiamo non sottolineare che esso recupera in pieno quella enorme e fondamentale portata passionale che nelle discipline STANDARD e BALLO DA SALA è stata mitigata nel corso dei decenni all'interno di figure limate, arrotondate, rese compatibili con i contesti etico_culturali delle varie epoche e dei diversi Stati. Le figure di tango argentino che oggi si ripropongono alla utenza mondiale sono libere da ogni tara di condizionamenti culturali: esprimono fino in fondo e senza censure l'autentica natura di tale ballo. Proprio per questo ci troviamo di fronte ad una 'disciplina' a se stante, dai caratteri forti, dai sapori trasgressivi. Per rendere una idea precisa di cosa sia il tango argentino, riporto alcuni passaggi dei maestri Franco Giombetti e Arianna Starace, autori di TECNICA DI TANGO ARGENTINO (ANTONIO PRANDI EDITORE). Non saprei trovare parole più adatte. "Alternativamente, uomo e donna invadono lo spazio del proprio partner, gli fermano o spostano il piede, infilano repentinamente una gamba tra le gambe dell'altro, creano degli incastri che miracolosamente si sciolgono nel giro di una battuta, dei cambi di tensione fra morbide carezze e prepotenti intrusioni in un continuo attirarsi e respingersi pur senza sciogliersi dall'abbraccio. Un Tango è una splendida metafora della vita reale di una coppia, ora serena ora burrascosa, talvolta altalenante."
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