TANGO ARGENTINO

TECNICA

Pur avendo una sua tecnica d'esecuzione precisamente codificata, il tango argentino assegna al cavaliere dei margini di improvvisazione che ne fanno una danza libera e, per certi aspetti, imprevedibile. Naturalmente, come dice Elisabetta Muraca, "l'improvvisazione, intesa come il fenomeno creativo di movimenti che sottolineano la perfetta armonia con la musica e con il/la partner, avviene successivamente, quando si è già in possesso della tecnica e dello stile." (muraca elisabetta, Il Tango. Sentimento e Filosofia di Vita, Milano, Xenia, 2000).

Le stesse regole della presa e della posizione non hanno la rigidità degli altri balli. Se proprio di regole si vuole parlare, bisogna dire che esse sono abbastanza elastiche, nonchè intercambiabili: 

  • Si passa da una presa molto stretta, paragonabile ad un abbraccio vero e proprio, ad una posizione che si può definire aperta, in quanto richiede una certa distanza fra i corpi. Fra questi due estremi, si pongono diverse tipologie di contatto o di separazione. 

A presa stretta si ballano le figure di base. A presa larga si eseguono le figure che presentano un elevato livello di velocità e di complessità. Nota Elisabetta Muraca che "mentre nel ballo liscio uomo e donna sono a contatto all'altezza del bacino e totalmente staccati col petto, quindi molto aperti in alto, nel tango argentino la coppia è guancia a guancia, e, a seconda degli stili, l'uomo può addirittura guidare solo col petto." (muraca elisabetta, Il Tango. Sentimento e Filosofia di Vita, Milano, Xenia, 2000). Per quanto riguarda la velocità metronomica, resta da capire perchè in Italia sia definito per il tango argentino un tempo di 30/40 battute al minuto, mentre nei Regolamenti IDO & WRRC è previsto il tempo di 30/32 battute al minuto.

Abbiamo avuto modo di definire il tango in generale come il ballo dell'amore, della gelosia, del tradimento. Ho preso in prestito dai maestri  Marlon Giuri e Simona Griggio, la definizione secondo cui il tango non codifica "i modi del corteggiamento, ma un'ambigua e contraddittoria volontà di possesso". Parlando specificatamente di tango argentino, non possiamo non sottolineare che esso recupera in pieno quella enorme e fondamentale portata passionale che nelle discipline STANDARD  e BALLO DA SALA è stata mitigata nel corso dei decenni all'interno di figure limate, arrotondate, rese compatibili con i contesti etico_culturali delle varie epoche e dei diversi Stati. Le figure di tango argentino che oggi si ripropongono alla utenza mondiale sono libere da ogni tara di condizionamenti culturali: esprimono fino in fondo e senza censure l'autentica natura di tale ballo. Proprio per questo ci troviamo di fronte ad una 'disciplina' a se stante, dai caratteri forti, dai sapori trasgressivi. Per rendere una idea precisa di cosa sia il tango argentino, riporto alcuni passaggi  dei maestri Franco Giombetti e Arianna Starace, autori di TECNICA DI TANGO ARGENTINO (ANTONIO PRANDI EDITORE). Non saprei trovare parole più adatte. "Alternativamente, uomo e donna invadono lo spazio del proprio partner, gli fermano o spostano il piede, infilano repentinamente una gamba tra le gambe dell'altro, creano degli incastri che miracolosamente si sciolgono nel giro di una battuta, dei cambi di tensione fra morbide carezze e prepotenti intrusioni in un continuo attirarsi e respingersi pur senza sciogliersi dall'abbraccio. Un Tango è una splendida metafora della vita reale di una coppia, ora serena ora burrascosa, talvolta altalenante."