MASSIMO MILA

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superBALLO

BREVE STORIA DELLA MUSICA

 

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superBALLO

 

Torino, Einaudi, 1993.

Per chi (non addetto ai lavori) non conosce Massimo Mila voglio dire due cose sull'Autore:

  1. La sua formazione è classica: si laureò in Lettere all'Università di Torino nel 1931, all'età di 21 anni.

  2. E' stato il fondatore dell'Istituto di Storia della Musica presso l'Università di Torino, dove ha insegnato come Professore incaricato.

Quest'opera è stata pubblicata per la prima volta nel 1963. Bene ha fatto l'Editore a ripubblicarla dopo la morte dell'Autore (avvenuta nel 1988), data la sua attualità di impostazione e di linguaggio. Mila ha prodotto molte opere, tutte di notevole pregio letterario e critico. Questa è particolare, perchè l'ha scritta, oltre che con la sua magistrale competenza, con la passione di chi ama la musica nelle sue infinite varianti e nel suo continuo divenire.

Il libro non è un elenco cronologico di eventi. Il lavoro di Mila è un calarsi dentro le correnti e le scuole musicali, per coglierne  le novità culturali ed artistiche, per valutarne analiticamente gli aspetti tecnici ed espressivi, per evidenziarne i nessi di continuità fra le varie epoche e le varie civiltà. La sua capacità di analisi e di giudizio rende questa storia della musica diversa e in qualche modo originale, rispetto alle tante storie scritte. 

L'aggettivo Breve inserito nel titolo, davanti al nome storia, non deve trarre in inganno. Questa è una storia completa, essenziale, esaustiva:

  • Parte dalla musica greca e arriva fino alla musica contemporanea. Sono trattati in maniera approfondita e documentata i momenti e i temi più importanti dell'universo musica: il canto gregoriano, la monodia profana medievale, la polifonia, il madrigale, la musica strumentale del '500 e del '600, il melodramma, l'opera seria e l'opera comica settecentesca, la musica per violino, l'apogeo del clavicembalo, i grandi musicisti del XVIII e XIX secolo, le scuole nazionali europee. 

 

Perchè allora l'Autore, pur di fronte ad un panorama così vasto di cose trattate, ha voluto dare alla sua opera il titolo di Breve Storia... ? E' egli stesso a darci indirettamente la risposta. Alla fine del libro è inserito un articolo da  lui scritto e pubblicato sul quotidiano LA STAMPA in data 24.1.85, intitolato "Cento storie della musica". Eccone il concetto base:

  • Non bastano le forze di un solo individuo per scrivere la storia della musica. Si rende necessario il concorso di più persone con specializzazioni differenziate. Naturalmente, un'opera a più mani e più menti non ha un unico filo conduttore: somiglia al "mantello di Arlecchino". Ma questa è la realtà: la ricerca si è estesa ed approfondita, "sono aumentate a dismisura non soltanto le notizie, ma anche la possibilità di ascolto". "Chi si proponga di raccontare la storia della musica s'imbatte subito nel solito dilemma: storia per monografie o storia generale? generi e forme o autori?"  Mila propende per una metodologia unitaria, basata sullo studio dei singoli autori. Una storia articolata in generi musicali può andar bene in presenza di autori minori. "La storia del melodramma o quella dei violinisti del Settecento procede d'incanto. I guai cominciano quando  due o più storie s'incontrano nel medesimo artista"... " le cose si complicano quando ci si imbatte nei sommi, magari gente che  le forme e gli stili del suo tempo li ha praticati tutti, come Mozart..."..."Personaggi ingombranti come Beethoven e Bach sfondano con la loro personalità gigantesca la trama ben tessuta della storia dei generi e delle forme".