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Il
retroterra filosofico_culturale dell'Olodanza si aggancia
direttamente alle teorie della danzaterapia, della biodanza, e, più ampiamente, a
quelle relative alla potenzialità guaritrice dell'Arte in generale.
Si tratta di teorie che, pur se non si possono considerare
scientifiche, stanno prendendo piede in tutto l'Occidente. Esse
furono
applicate negli USA alla danza già prima della seconda guerra
mondiale, ad opera di alcune ballerine che scoprirono su se stesse
gli effetti terapeutici del danzare.
Il suffisso 'olo' (che
precede danza) è di origine greca (hòlos: tutto,
interamente). La logica olistica si fonda
su una teoria biologica che considera l'organismo come totalità e
non come semplice somma delle singole sue parti. L'armonia è data
dallo sviluppo ordinato dell'insieme. L'affermazione dell'olismo si
è avuta dopo l'avvento della psicanalisi (Freud, Jung e
Klein). Prima del Novecento, in piena euforia
positivistica, nell'analisi delle patologie afferenti il
comportamento, era inconcepibile poter
affermare la centralità del nesso corpo_mente, in quanto non
si riconosceva alcun ruolo preminente ai fenomeni psichici. La
risposta scientifica ai casi di disadattamento competeva alla
medicina organica. Con la psicoterapia si consacrava, finalmente,
l'analisi dei fenomeni psichici come risolutiva di diverse tipologie
di disturbi somatici. Le teorie olistiche successive hanno
riposizionato in termini di maggiore equilibrio i rapporti di
interconnessione tra le manifestazioni fisiche e i presupposti
emotivi.
Questo
libro sull'Olodanza di Romano Sartori arricchisce il patrimonio
speculativo e didattico italiano, portando un contributo originale
ed interessante all'interno del panorama espressivo delle arti
dinamiche. Il concetto di biodanza si allarga sempre di più, e si
diffondono ovunque le opzioni e i metodi rigenerativi del corpo e
della mente. Non è solo una moda puntare al raggiungimento
dell'equilibrio psico_fisico attraverso il movimento armonico
costruito su libere figure coreiche. Il benessere psichico viene perfino
prima di quello fisico, e rappresenta una esigenza primaria di
tantissimi individui che vivono, troppo di corsa, in una società stressante,
alienante, difficile.
Romano
Sartori mette a servizio della olodanza tutta la sua esperienza di
"psicologo con formazione bioenergetica e organismica". L'olodanza
è per lui una "forma di danza-terapia e di evoluzione
personale attraverso il movimento e la consapevolezza".
Questo è
un libro che si legge con gioia, perchè ci parla di come si forma e si
libera l'espressione, attraverso il nostro corpo tutto intero. Esso
si divide in due parti:
1^
parte. Contiene i principi, ossia gli elementi teorici
che rappresentano la base del metodo.
2^
parte. Espone una serie di lezioni attraverso le quali si
sviluppa il metodo stesso.
E'
anche un libro che ci parla d'amore, perchè l'educatore Sartori è
soprattutto un artista e un poeta. Oltre ad una serie di esercizi, testati
personalmente dall'Autore, nel testo possiamo leggere pagine di
leggera ed ispirata poesia.
| "Mi
chiedi di Olodanza. |
| E' come al
pescatore |
| chiedere del mare. |
| L'acqua è la
musica, |
| navigare il
movimento, |
| pescare
l'obiettivo. |
| .............................. |
| Ma per le notti
d'argento |
| ecco gli dei del
mare: |
| Vuoto, Amore,
Gioco." |
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