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superBALLO
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L'opera
è pubblicata da Edizioni Mediterranee (2002). La
traduzione è di Maria Concetta Scotto di Santillo.
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La
scrittrice Regina Ferrari ci accompagna in un viaggio affascinante
attraverso la Danza di Iaset, una danza religiosa dell'Antico Egitto
concepita e costruita attorno al tema della fertilità. Proprio per questo
motivo, la caratteristica fondamentale di tale danza, tipicamente
femminile, consisteva nella centralità dei movimenti del ventre.
Con riferimento alla Dea, il ventre assumeva un valore sacro, mentre
lo si
ipotizzava fecondato dall'alito del dio.
In
Occidente c'è, da diversi anni, una grande rivalutazione della danza del
ventre, che
viene riproposta in chiave moderna da molte Scuole, con
diverse motivazioni e finalità, con un ampio ventaglio di figure e
di regole.
Regina
Ferrari propone nove lezioni settimanali, per ognuna delle quali
indica con precisione le modalità del rilassamento, la posizione
dei piedi, delle mani, delle varie parti del corpo. La scrittrice si
sofferma anche sulla descrizione dei vari tipi di abito, perchè gli
abiti rappresentano un elemento fondamentale di tale danza, alla
pari della particolare natura della musica e alla pari della tecnica
dei movimenti.
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Poichè
sulle origini e sulla codificazione della danza del ventre non
mancano le più svariate rivendicazioni patriottiche, è importante
prendere atto del fatto che la scrittrice si mantiene su una linea
di equilibrio storicamente sostenibile, a partire dal titolo
dell'opera. Altri libri in circolazione si intitolano semplicemente
LA DANZA DEL VENTRE, quasi a sottolineare che tale danza è unica,
irripetibile, inimitabile, e non la si può denominare diversamente.
Il titolo di questo libro è duplice: Danza del ventre
dell'Egitto faraonico, senza l'articolo determinativo, è
il titolo secondario, anche se scritto per primo. Il titolo primario
è La Danza di Iaset. Ed in realtà, nell'opera si
parla proprio della Danza di Iaset.
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La
Danza di Iaset è certamente un'antica danza egiziana, di
profonda ispirazione religiosa. La scrittrice ci spiega che,
attraverso la rielaborazione araba, ne è scaturita la famosa
danza del ventre. Danza del ventre, quindi, non è solo
il nome commerciale di quella antica danza egiziana detta di
Iaset, ma è una nuova danza che, partendo dalla
centralità del ventre femminile, ed esaltandone la funzione
d'impatto sull'immaginario maschile, si costruisce e si proietta
verso la dimensione molto terrena dello spettacolo, della
provocazione, della sensualità.
L'Autrice
racconta che gli Arabi furono molto colpiti dalla danza di Iaset,
quando, attorno all'anno 680 d.c., conquistarono l'Egitto. Essi,
però, non si limitarono a copiarla, rispettandone la natura e le
tecniche. Regina Ferrari sottolinea la differenza di indole e di
cultura fra Egiziani ed Arabi: religiosi, tendenti alla
spiritualità i primi; allegri, propensi alla sensualità anche
sfrenata i secondi. Cosicchè, una danza dedicata esclusivamente
alla divinità fu trasformata in danza da spettacolo,
provocatoria e lasciva. Su tale danza si innestò la denominazione
di Danza del ventre, che diventò un vero e proprio prodotto
commerciale, portato in giro nel mondo allora conosciuto. In tal
modo una danza egiziana si trasformò in danza tipicamente araba.
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