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superBALLO
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L'opera è stata pubblicata
la prima volta in Francia nel 1989 da Editions A. M. Métailiè,
Paris. In Italia è uscita nel 1993 grazie a Giulio Einaudi
Editore s.p.a. Torino. La traduzione è
di Eliana Vicari.
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In un
unico libro, non si è mai scritto tanto attorno ad un singolo
ballo. Remi Hess, relativamente al valzer, ci dice proprio
tutto. Eppure, il pregio (enorme) dell'opera sta, non solo nella
quantità di dati, elementi, riferimenti incrociati,
comparazioni; ma nella rigorosa impostazione scientifica
dell'Autore che si pone in un rapporto di obiettiva equidistanza
rispetto alle preconcette rivendicazioni nazionalistiche di due
potenze culturali e filosofiche, oltre che militari, quali sono
la Francia e la Germania. Il grande successo del valzer, la
portata dei suoi valori estetici, musicali, di costume, e in un
certo senso politici, hanno spinto grossi studiosi francesi e
tedeschi, nonchè intere scuole di pensiero, a mettere
un'etichetta patriottica sulle origini del ballo stesso. Sono
state fino ad oggi prodotte, infatti, montagne di documenti, con lo scopo di dimostrare, da un lato, che il
ballo deriva dalla volta (e quindi ha origini francesi);
dall'altro, che deriva dall'allemanda e dal landler (e quindi ha
origini tedesche).
Remi
Hess si muove all'interno della vasta ed insidiosa giungla
documentaria con l'equilibrio dello studioso preciso e coerente,
che procede col metodo analitico_induttivo, dal
particolare all'universale: dai dati estrapolati pur nella
giungla delle
manipolazioni storico_letterarie alla verità
assoluta.
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Con arte
mirabile e con linguaggio colto ed avvincente, l'Autore ci fa
entrare nel pianeta meraviglioso, affascinante e, per certi aspetti,
misterioso del valzer: dalla genesi germanica alla sua portata
egualitaria e romantica; dal Congresso di Vienna, definito "un
enorme corso di ballo, della durata di cinque mesi",
alla saga degli Strauss.
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Remi Hess
è un Maestro di analisi istituzionale e sociologica: attraverso lo
studio del valzer e della sua storia, egli formula e teorizza la
rivoluzione della coppia in Europa, e al tempo stesso, ci introduce
nella profondità di problematiche insospettabili: i rapporti
danza/teologia e danza/filosofia; la nascita di una critica
teologica del ballo di coppia.
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Dopo la lettura di questo libro,
tante curiosità, grandi e piccole, restano meravigliosamente soddisfatte; e una massa
enorme di dati e di notizie ci fa prendere coscienza di quante cose non sapevamo.
Ciò ci consentirebbe di rivisitare, con occhi diversi e nuova
apertura mentale, la sequenza delle vicende europee, sociali e
politiche, in un secolo importantissimo, quale è stato il XIX. Personalmente mi sono
sentito molto arricchito. Al tempo stesso ho capito che questo libro
è di quelli che nella vita si rileggono più volte, con
l'entusiasmo e col trasporto che si provano di fronte ai capolavori.
Il valzer mi è sempre piaciuto. Adesso lo amo.
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