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Chi
balla comprende immediatamente il nesso indissolubile fra ritmo
e danza. Ma come il ritmo diventa musica, e quando e dove, e
attraverso quali processi?
La
storia della musica è storia dello spirito: un'avventura
bellissima, che consiglio di vivere a quanti frequentano le
piste da ballo. In quest'opera di Claudio Casini possiamo
percorrere il lungo itinerario documentato, dal mito di Er e
dagli studi pitagorici fino alla nascita del melodramma,
insomma, dal momento in cui la musica esce dal mito (VII secolo
avanti Cristo) alla fine del 1500.
E'
importante capire perchè la musica greca è considerata la
diretta progenitrice della musica occidentale. Grazie
all'insegnamento di Maso di Ermione, citaredo del Peloponneso
del VI secolo a.c., la musica investe l'epinicio, il ditirambo e
la tragedia. Il canto cristiano segna la fine dell'antico mondo
musicale; ma nei Padri della Chiesa perdurano gli influssi della
musica ellenistica. La diffusione del canto cristiano
ingloba elementi locali di vaste aree geografiche, sicchè il
panorama dei modelli liturgici risulta variegato e complesso. Ne
consegue l'esigenza di unificare in un unico corpus i canti
finalizzati alla liturgia. Cosa che avviene col canto
gregoriano, definito dal Casini "un monumento del
cattolicesimo", "la prima grande manifestazione di
creatività nella musica occidentale". La necessità di
affidare il canto gregoriano alla certezza della scrittura porta
allo sviluppo della notazione anche in occidente,
sull'esempio di quanto già avveniva in Oriente, presso siriaci
e bizantini.
Dall'inizio
della civiltà fino al canto gregoriano la musica si identifica
con la monodia nelle due forme solistica e corale.
Nel IX secolo, nasce la polifonia, la più grande
rivoluzione in campo musicale: alla successione temporale di una
melodia si sostituisce il concetto di simultaneità di più
melodie. La massima espressione intellettualistica si ha
con l'ars nova francese: la musica scioglie il suo
nesso fondamentale con i testi liturgici e si avvia a diventare
un prodotto artistico di natura laica. Nel Quattrocento si
afferma una codificazione precisa della musica, sia sul
versante sacro (messa, mottetto), sia sul versante
laico (chanson). Contemporaneamente nasce la danza e, in
funzione di essa, una musica specifica arricchita da
ornamentazioni strumentali e vocali.
Il
Cinquecento è caratterizzato dalla invenzione della stampa
(1452, Johann Gutemberg). Ma la musica crea parecchi problemi
agli editori, i quali sono costretti a sperimentare diversi
metodi... o diversi trucchi.
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