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superBALLO

Storia della Danza. Arte, Cultura, Società.

 

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superBALLO

 

Il titolo originale del libro è: Dance in its Time, New York, Doubleday, 1981. In Italia è edito da Il Mulino, Bologna, 1994. La traduzione in italiano è di Clelia Falletti.

A differenza delle altre opere di storia della danza che dedicano al ballo il 90% della ricerca e quindi del contenuto, il libro di Sorell è uno studio completo di tutte le forme artistiche che si sono sviluppate parallelamente alla danza, dall'alto Medioevo agli anni Settanta del ventesimo secolo. Il fenomeno coreutico è posto in relazione costante con i vari filoni filosofici, pittorici, musicali, che hanno caratterizzato le varie epoche storiche nel continente europeo. L'approccio dell'Autore allo studio delle relazioni fra la danza e il contesto artistico_culturale è complesso e profondo: spazia dal momento sociologico a quello antropologico, a quello estetico. Il lettore si trova, in tal modo, immerso nella realtà totale degli eventi esaminati, e può disporre di una panoramica completa sul variegato mondo dello spettacolo, dove la danza ha una sua centralità permanente. 

La danza si è sempre configurata come una risposta positiva degli esseri umani ai momenti difficili della storia: in particolare ha rappresentato "lo sfogo ideale dei sentimenti repressi". In essa i singoli e i gruppi hanno trovato rifugio, in quanto puro divertimento, di fronte al pericolo delle epidemie, della peste e della morte. 

Dal sonno medievale, gli europei  passarono ad una presa di coscienza che consentì di riscoprire la vita e il ruolo della donna. Essi, con le Crociate (fine XII secolo-XIII secolo), ebbero modo di conoscere "l'Oriente e il suo modo di vivere, conciliante e poetico, colorato e meditativo". "La svolta incommensurabile della cultura europea fu il XII secolo, un crogiuolo da cui emerse la tensione a un nuovo modo di pensare, di fare, di essere".

Nei primi tre capitoli, l'Autore ci fa rivivere dal di dentro tutte le tappe dello sviluppo artistico che esplode con il Rinascimento e produce, prima il Manierismo, e dopo la Commedia dell'Arte, dando vita a quel complesso fenomeno culturale definito 'neoclassicismo'. 

"Agli inizi del '700 apparvero per la prima volta le donne sulla scena; erano vere attrici e danzatrici, che avevano appreso il mestiere nelle accademie o si erano fatte strada grazie alla sola forza del talento naturale". "L'Académie royale de danse iniziò nel 1661 con più studenti maschi che femmine, una proporzione che cambiò rapidamente a favore delle ballerine, venute in primo piano dopo i primi vent'anni del '700". Nel capitolo quarto Sorell ci parla della ballettomania, "malattia sociale " venuta dalla Russia. Il capitolo quinto è dedicato alla "critica della danza" e all'epoca di Gautier. Il sesto capitolo parla della fine del XIX secolo e di ciò che venne dopo: "nessuno poteva prevedere la gravità delle catastrofi incombenti che, pure, si sarebbero seguite l'una all'altra con ferocia e metodo tali che la faccia del mondo non sarebbe stata più la stessa". Nel capitolo settimo si affronta "la crisi della cultura del nostro tempo" e il delicato rapporto fra danza e cinema, danza e televisione, danza e nuovi mass media.

Walter Sorell (1905-1997) è stato docente di Storia della Danza nella Columbia University e nel Barnard College. Questo libro è un'opera dotta, una delle più ricche, nel suo genere, a livello mondiale.