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superBALLO
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Milano, Newton & Compton, 1999.
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pagine fanno pensare piuttosto ad un opuscolo che ad un libro
vero e proprio. Eppure, questo è un libro completo, un'opera
importante e definitiva sulla storia della tarantella e sul suo
processo di trasformazione e integrazione con la cultura
napoletana. Le Autrici hanno utilizzato tutto il migliore
materiale storico e letterario disponibile, per fornirci un
mosaico completo di questa danza intrigante ed affascinante. Con
una analisi precisa dei vari aspetti relativi alla evoluzione
del costume, alle testimonianze iconografiche, e alla dinamica
dell'architettura musicale e coreica, esse ci presentano le
tappe e le fasi significative attraverso cui il tarantismo
radicatosi a Napoli con i caratteri apertamente sessuali ed
orgiastici propri del culto dionisiaco, si traveste da
tarantella, per poi avviarsi a diventare danza popolare e
sociale compatibile con la morale del tempo.
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E'
sciolto ogni dubbio etimologico relativo al tema tarant, ed
è ampiamente dimostrata la infondatezza delle ricostruzioni
storiche tendenti ad accreditare la tarantella come un prodotto
tipico della cultura partenopea.
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Un intero
paragrafo è dedicato alla iconografia dei secoli XVIII e XIX, e un
altro alle opere letterarie che, negli stessi secoli, si sono
occupate di tarantella.
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E' molto
interessante la parte in cui le Autrici dimostrano come questa danza
si è "trasformata da fenomeno variamente culturale in un puro
espediente di attrazione per i turisti". Nella bellissima
penisola sorrentina la tarantella è stata sfruttata come ulteriore
attrattiva, in aggiunta al patrimonio artistico, per i
numerosi visitatori italiani e stranieri. "... la pratica
della tarantella, radicalmente cambiata rispetto alle originarie
modalità di esecuzione, oltre a costituire un modo per conservare e
mantenere vivo in qualche modo un fenomeno di antico folklore,
divenne, per forza di cose, un'importante fonte di profitto
economico per tutti coloro che oggi, genericamente, vengono chiamati
operatori turistici".
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L'ultimo
paragrafo descrive come la tarantella, nell'Ottocento, sia entrata
nella musica strumentale, nell'opera e nel balletto. "Nella
musica strumentale diventa uno dei ritmi preferiti per i movimenti e
le forme di carattere brillante, nell'opera si presta alle esigenze
di una messa in scena mossa e suggestiva, nel balletto serve alla
creazione di coreografie originali e seducenti".
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