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L'espressione
Danza Moderna indica la Danza sviluppatasi nel mondo dagli
inizi del 1900 in poi. Mentre
nel ballect d'action si aveva una trama ben precisa
inframmezzata da brani coreografici, il contenuto della Danza
Moderna è il danzare, a prescindere dalla musica e dall'intreccio,
che passano in secondo piano. Essa si differenzia dalla Danza
Classica e dalla Danza Romantica.
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La
Danza Classica ha un codice preciso fatto di movimenti rigidi
quanto le regole stesse: il risultato è l'artificialità.
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La
Danza Romantica (Duncan, Ruth St. Denis) introduce il concetto
di libertà espressiva che produce emozioni. Ma non riesce a
liberarsi completamente da modelli prestabiliti. Ha il merito di
aver gettato le basi per l'affermazione della Danza Moderna.
Nella
Danza Classica erano importanti le posizioni e gli atteggiamenti dei
ballerini. Nella Danza Moderna acquista centralità il movimento. Il
movimento rappresenta l'espressione di qualsiasi esperienza
emotiva, in quanto strettamente connesso alla vita psichica. Esso è
anche il primo dei quattro elementi caratteristici della Danza
Moderna. Il secondo elemento è la "metacinesi".
Questo termine indica la sintesi tra movimento fisico ed elemento
psichico_emozionale. La metacinesi segna la fine ed il rifiuto di
ogni standardizzazione, a beneficio dell'affermazione
dell'individualismo. Il terzo elemento è la dinamica, intesa
come successione di movimenti e come superamento di ogni concetto di
staticità. Il quarto elemento è la forma. Afferma
John Martin che la Danza è l'unica arte che "crea le sue
forme simultaneamente nel tempo e nello spazio". La forma
è "il risultato dell'unione di elementi diversi che
acquistano perciò collettivamente una vitalità estetica che non
avrebbero se non così associati". La composizione è
il processo unificante attraverso il quale si crea la forma.
L'Autore contesta quanti affermano che la danza moderna non produce
bellezza. La bellezza è "l'efficacia della forma".
Essa ha un valore relativo perchè non appartiene all'oggetto, ma
nasce "nell'occhio dell'osservatore quando sono state
soddisfatte le sue esigenze formali". Il problema vero è
che "alcune persone non hanno capacità di risposta estetica
alla danza moderna". Per creare un disegno
interessante il danzatore deve sapere usare la distorsione.
Il disegno stesso è una distorsione."I disegni della danza
sono costruiti necessariamente nel tempo, nello spazio, nella
dinamica e nella metacinesi". La
tecnica è il modo in cui si fa una cosa. Essa "non
implica nessun sistema particolare, nè alcun metodo formalmente
accettato". Il vero artista deve essere valido
tecnicamente. Importanza particolare assume la scelta delle basi
ritmiche. "Nella base forte l'artista vi informa di quale
esperienza universale di vita egli intende trattare; nella base
debole vi permette di identificare questa esperienza come
vostra". L'Autore distingue, inoltre, il ritmo interno,
che è quello che "si stabilisce entro la cornice
della composizione nel contrapporsi dei suoi elementi", e
il ritmo esterno, che "produce la reazione estetica
nel suo più completo sviluppo". Nell'ultima
parte del libro John Martin parla del rapporto fra la danza e le
altre arti. Particolarmente interessante è la sua visione della
relazione fra danza e musica. Gli storici attestano una stretta
associazione fra queste due forme di arte. Ma cosa viene
prima? Per l'Autore non c'è dubbio che viene prima la danza:
"Il movimento è il mezzo più elementare di espressione di
energia emozionale; come tale è usato dall'uomo e dagli
animali". La stessa teoria della interpretazione della musica
da parte della danza non ha alcun fondamento storico. "In tutta
la danza primitiva di cui si abbia testimonianza, la musica era nata
come accompagnamento. Sembra che all'inizio consistesse di suoni
prodotti dallo stesso danzatore, vuoi battendo i piedi o le mani....
Persino quando veniva usata la voce, questo era per rinforzare il
movimento che da solo non riusciva a esternare pienamente il grado
di intensità che conteneva". "La danza stabiliva in
modo inequivocabile la misura ritmica della musica".
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