JOHN MARTIN

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superBALLO

LA MODERN DANCE

 

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superBALLO

 

Di Giacomo Editore, 1991.

traduzione di NICOLETTA GIAVOTTO

Propongo il libro di John Martin a quanti intendano avvicinarsi alla danza moderna e a quanti già la praticano, anche e specialmente nella sua versione di danza sportiva. Dopo che sono state istituite dalla FIDS le discipline DANZE ARTISTICHE  e CHOREOGRAPHIC TEAM,  è necessario proporre una bibliografia di spessore internazionale ai docenti e agli operatori delle danze sportive. A maggior ragione tale ragionamento va applicato alla specifica disciplina DANZA MODERNA. Infatti, per il conseguimento del relativo diploma rilasciato dalle Associazioni del CIDS non si propongono adeguati libri di testo.  

L'espressione Danza Moderna indica la Danza sviluppatasi nel mondo dagli inizi del 1900 in poi. 

Mentre nel ballect d'action si aveva una trama ben precisa inframmezzata da brani coreografici, il contenuto della Danza Moderna è il danzare, a prescindere dalla musica e dall'intreccio, che passano in secondo piano. Essa si differenzia dalla Danza Classica e dalla Danza Romantica.

  • La Danza Classica ha un codice preciso fatto di movimenti rigidi quanto le regole stesse: il risultato è l'artificialità.

  • La Danza Romantica (Duncan, Ruth St. Denis) introduce il concetto di libertà espressiva che produce emozioni. Ma non riesce a liberarsi completamente da modelli prestabiliti. Ha il merito di aver gettato le basi per l'affermazione della Danza Moderna.

Nella Danza Classica erano importanti le posizioni e gli atteggiamenti dei ballerini. Nella Danza Moderna acquista centralità il movimento. Il movimento rappresenta l'espressione di qualsiasi esperienza emotiva, in quanto strettamente connesso alla vita psichica. Esso è anche il primo dei quattro elementi caratteristici della Danza Moderna. Il secondo elemento è la "metacinesi". Questo termine indica la sintesi tra movimento fisico ed elemento psichico_emozionale. La metacinesi segna la fine ed il rifiuto di ogni standardizzazione, a beneficio dell'affermazione dell'individualismo. Il terzo elemento è la dinamica, intesa come successione di movimenti e come superamento di ogni concetto di staticità. Il quarto elemento è la forma.

Afferma John Martin che la Danza è l'unica arte che "crea le sue forme simultaneamente nel tempo e nello spazio". La forma è "il risultato dell'unione di elementi diversi che acquistano perciò collettivamente una vitalità estetica che non avrebbero se non così associati". La composizione è il processo unificante attraverso il quale si crea la forma. L'Autore contesta quanti affermano che la danza moderna non produce bellezza. La bellezza è "l'efficacia della forma". Essa ha un valore relativo perchè non appartiene all'oggetto, ma nasce "nell'occhio dell'osservatore quando sono state soddisfatte le sue esigenze formali". Il problema vero è che "alcune persone non hanno capacità di risposta estetica alla danza moderna". Per creare un disegno interessante il danzatore deve sapere usare la distorsione. Il disegno stesso è una distorsione."I disegni della danza sono costruiti necessariamente nel tempo, nello spazio, nella dinamica e nella metacinesi".

La tecnica è il modo in cui si fa una cosa. Essa "non implica nessun sistema particolare, nè alcun metodo formalmente accettato". Il vero artista deve essere valido tecnicamente. Importanza particolare assume la scelta delle basi ritmiche. "Nella base forte l'artista vi informa di quale esperienza universale di vita egli intende trattare; nella base debole vi permette di identificare questa esperienza come vostra". L'Autore distingue, inoltre, il ritmo interno, che è quello che "si stabilisce entro la cornice della composizione nel contrapporsi dei suoi elementi", e il ritmo esterno, che "produce la reazione estetica nel suo più completo sviluppo".

Nell'ultima parte del libro John Martin parla del rapporto fra la danza e le altre arti. Particolarmente interessante è la sua visione della relazione fra danza e musica. Gli storici attestano una stretta associazione  fra queste due forme di arte. Ma cosa viene prima? Per l'Autore non c'è dubbio che viene prima la danza: "Il movimento è il mezzo più elementare di espressione di energia emozionale; come tale è usato dall'uomo e dagli animali". La stessa teoria della interpretazione della musica da parte della danza non ha alcun fondamento storico. "In tutta la danza primitiva di cui si abbia testimonianza, la musica era nata come accompagnamento. Sembra che all'inizio consistesse di suoni prodotti dallo stesso danzatore, vuoi battendo i piedi o le mani.... Persino quando veniva usata la voce, questo era per rinforzare il movimento che da solo non riusciva a esternare pienamente il grado di intensità che conteneva". "La danza stabiliva in modo inequivocabile la misura ritmica della musica".