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Questo
libro racchiude, in una sintesi essenziale ed equilibrata, tre
raccolte di canti che si possono definire mini-antologie: blues, spirituals e folk songs. Elena
Clementelli e Walter Mauro hanno fatto un lavoro bellissimo, su
due versanti:
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Hanno
selezionato e tradotto (presentandoli nella doppia versione
italiana/inglese), i canti più significativi nati nel
periodo della schiavitù in USA, come espressione di
dolore, di rassegnazione e di protesta. Attraverso la loro
lettura, entriamo in una realtà che spesso ci è
stata raccontata dai libri di storia troppo frettolosamente
e troppo superficialmente.
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Per
ognuna delle tre tipologie di canto hanno inserito una dotta
premessa che inquadra sul piano storico e sociale il
contesto nel quale i canti sono nati e si sono affermati
come forme liriche di intima ribellione e di
denuncia.
Nel
libro sono descritte magistralmente le caratteristiche che
differenziano le tipologie dei canti. Molti superficiali
osservatori sono portati a considerare come prodotto
unitario l'intero patrimonio della musica nera del periodo
schiavistico. In realtà, le differenze sono tante, e non è
di importanza marginale la giusta catalogazione. Anche
perchè, l'emarginazione e lo sfruttamento sul lavoro in USA
ha riguardato, agli inizi del secolo scorso, oltre che i
neri, gli stessi bianchi, e questi si sono uniti ai canti di
protesta del filone folk songs.
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Il
Blues è un prodotto tipicamente nero, sviluppatosi
sia fra i gruppi contadini che fra quelli urbani. Il
contenuto è profano, quasi sempre a prevalenza amorosa. Nel
blues country il soggetto narrante (o cantante) è il
maschio: egli parla delle pene d'amore, della passione, dei
sentimenti struggenti che si determinano fra un uomo e una
donna quando si amano. Nel blues urban è invece
quasi sempre la donna a parlare dell'amore lontano. Il
fenomeno della industrializzazione esploso attorno alle
grandi metropoli del Nord comportò un massiccio
trasferimento di forza_lavoro maschile dalle regioni del
Sud. Ne conseguì che molti nuclei familiari furono
spaccati, in quanto gli uomini partivano lasciando a
casa le mogli con i bambini. Di qui il canto di dolore
delle donne che si ritrovavano in un letto vuoto, a
desiderare l'amore sottratto loro da una vita di sacrifici e
di stenti.
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Gli
spirituals sono i canti nati nel periodo della
evangelizzazione dei negri. I predicatori facevano presa
sulle sofferenze quotidiane di uomini e donne per indicare
la via della salvezza e della rinascita: se non era questa
vita a dare dignità e giustizia ai fratelli neri,
sicuramente sarebbe stata la morte a rimettere le cose a
posto. Non mancarono le rivendicazioni che Maria e Gesù
avessero la pelle nera.
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Il
folk song è un fenomeno misto, in prevalenza bianco:
si tratta di canti che esprimono un disagio enorme da parte
di lavoratori stagionali, minatori, operai delle ferriere,
ed emarginati di ogni genere. Il lavoro era durissimo e mal
pagato, i datori di lavoro non eccellevano in sensibilità
umana e sociale.
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