OTERO LISANDRO

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superBALLO

BOLERO

 

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Questo libro è stato pubblicato da Fabbri Editori nel 1998. La traduzione è di Alessandra Riccio. Non è un libro di ballo, ma ho ritenuto opportuno inserirlo nella sezione 'Recensioni' del sito SUPERBALLO perchè la danza c'entra indirettamente. La trama del romanzo è la storia (vita e morte) del "più importante compositore, cantante e direttore d'orchestra nell'universo della musica popolare cubana". L'Autore chiarisce che non si tratta di una biografia, ma di un romanzo, dove si mettono  assieme 'elementi veridici' e 'risorse di pura fantasia'. 

A Cuba il mondo della musica e il mondo del ballo o coincidono o si intersecano. Nella storia in questione il principale ballo di riferimento è il BOLERO. Attraverso una serie di testimonianze, l'Autore ricostruisce le varie fasi della vita del protagonista, Esteban Maria Galàn, con particolare riferimento alla sua carriera artistica di musicista. Il sogno, mai del tutto realizzato, di Beto Galàn fu quello di "poter comporre quella cantata cubana che aveva in mente: realizzare la grande sintesi dei suoni caraibici". Certamente "ha elaborato con talento i suoi schemi sonori e si è rifugiato nel lavoro per paura della solitudine: da qui viene l'esaltazione degli amori impossibili presente  in tutte le parole dei suoi boleri".

Uno dei testimoni interpellati dall'Autore riporta la seguente poesia: 

"E' morto l'artista geniale/di allegro temperamento/che in ogni movimento/era una nota musicale./Interprete eccezionale/del nostro ritmo antillano/che passò dal monte al piano/come un sonoro uccellino/con il suo canto divino/che odora di campo cubano". 

A livello di documentazione, questo libro ha una sua importanza per lo storico e il ricercatore che vogliano disegnare i percorsi e la fortuna del Bolero come fatto letterario (musica, canto e danza). Il Bolero è nato in Spagna, dopo che il fandango entrò in crisi per via dell'eccessiva sensualità, contrastante con il perbenismo imperante. Sappiamo quindi che il bolero sostituì il fandango, prima in Andalusia e dopo in quasi tutta la Spagna. Quest'opera ci parla del bolero di Cuba. Così si esprime un personaggio: "Di origine spagnola, su un ritmo di tre per quattro, brillante, vivace; principali variazioni: passeggiata e ben fermo; niente a che vedere con l'altro bolero, quello cubano, quello di Santiago di Cuba che passa in Messico e a Portorico, dove si fondono la percussione africana e la tonata ispanica; utilizza un ritmo di due per quattro".