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Il libro si divide in tre parti: DANZA, MUSICA, CULTURA. L'autore ci fornisce uno studio preciso del tango, dalla nascita
alla sua europeizzazione. Tornano, nella prima parte (DANZA), la bellezza e
la potenza dell'acume critico del Professore Rémi Hess, supportato dall'ottimo
impianto metodologico che abbiamo avuto modo di ammirare nell'opera
dedicata al valzer (Hess Rémi,
Il valzer. Rivoluzione della coppia
in Europa, Torino, Giulio Einaudi,
1993). Questa ricerca sul tango è
affascinante: è un'avventura singolare il seguire l'Autore, mentre ci
accompagna nel suo viaggio storico, geografico e sociale, a scoprire la vera natura di un ballo che
è nato come espressione della marginalità e che ci è stato
consegnato alterato nella forma e nella sostanza. Secondo Rémi Hess il successo europeo del tango ha determinato
la negazione del suo fondamento. Per poterlo far diventare
accettabile agli ambienti ufficiali del primo Novecento, lo si è dovuto
destrutturare,
snaturandolo.
Ma nonostante le
alterazioni, il tango nostrano ci piace. Proprio per questo, si vive una
esperienza emozionante nel toccarne, grazie a Rémi Hess, le lontane sorgenti
e le ragioni profonde di quella forza misteriosa che pure
traspare all'interno di coreografie
compatibili con la nostra occidentalità.
Nella
seconda parte (MUSICA) è spiegata l'invenzione del nuovo stile
musicale e si traccia l'identikit delle prime orchestre di tango. Si
spiega come il passaggio dal flauto al bandoneòn abbia conferito al
ritmo un sapore marcatamente sentimentale, e perchè il canto
rappresenta il livello successivo della evoluzione del tango. Sono
quindi presentati, uno alla volta, i grandi interpreti di questo
genere musicale: dal mito Carlos Gardel ad Anibal Troilo, da
Osvaldo Pugliese a Horacio Salgan, da Edmundo Riviero alla
rivoluzione di Astor Piazzolla.
Nella
terza parte (CULTURA) è affrontato il discorso relativo alla
lingua del tango, alla sua letteratura, alla sua poesia. E' altresì
delineato il rapporto fra tango e teatro, e cinema, e scienze umane.
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