CURT SACHS

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STORIA DELLA DANZA 

 

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La prima pubblicazione del libro è del 1933. Il titolo originale è: Eine Weltgeschichte des Tanzes, Dietrich Reimer - Ernst Vohsen, A. G. Berlin. La traduzione in italiano è di Tullio De Mauro.

Dice di questo libro Franks A. H.  in  Social dance, a Short History, London, 1963:   "E' l'opera più completa e approfondita, in chiave storica, sui balli di numerosi paesi... Testo indispensabile per chiunque desideri studiare seriamente la danza da un punto di vista storico ed etnologico."

Mi corre l'obbligo di ricordare brevemente chi è Curt Sachs.

Nacque a Berlino nel 1881. Fu allievo di Kretzschmar e Wolf  per la Storia della Musica. Dal 1919 al 1933 fu Direttore del Museo degli strumenti antichi di Berlino. Diventò, nel 1920,  insegnante alla Hochschule fur Musik, e nel 1921, professore universitario. Per via delle leggi razziali, dovette abbandonare la Germania nel 1933. Si stabilì a Parigi fino al 1937. Dopo andò negli USA, dove fu professore di Musicologia, prima alla New York University e dopo alla Columbia University.  Nel 1956 il governo di Bonn lo ha proclamato Dottore honoris causa

Per Curt Sachs la danza "è la madre delle arti. Musica e poesia si determinano nel tempo, le arti figurative e l'architettura nello spazio: la danza vive ugualmente nel tempo e nello spazio". L'Autore parte dal presupposto che il danzare è una predisposizione tipica, prima che degli esseri umani, degli animali in quanto tali. Studiando i popoli antichi,  egli distingue fra danze armoniche (aperte e chiuse) e disarmoniche (convulse, semiconvulse, sedute, vorticose, a torsione). Cataloga diversi tipi di danza non imitativa: di guarigione, di fertilità, funebre, di caccia, di guerra. Fra le danze imitative presenta quelle ad imitazione animale, di fertilità, di iniziazione degli adolescenti, funerarie, d'armi. Dalla combinazione di questi due tipi di esperienze coreiche si sarebbero originate le danze più mature della fertilità, della iniziazione delle fanciulle, le danze astrali, solari, lunari, e le danze mascherate.

Un intero capitolo del libro è dedicato alla coreografia: danze a solo, danze di gruppo, in circolo, a serpentina, frontali, con cambio, a incrocio, ad arco, a ponte, a coppia.

Trattando il tema Musica, parla dei suoni naturali e dell'accompagnamento ritmico che anticamente era  variamente realizzato: con raschietto, verga battuta, tamburo a fessura, flauto.

La sua storia della danza parte dall'età della pietra, per svilupparsi ampiamente nello studio dei fenomeni coreici primitivi e folklorici, fino a sfociare nella comprensione della danza orientale e di quella europea: dalla Grecia a Roma, ai popoli nordici; dal Medioevo al XX secolo. Per quanto riguarda lo studio delle danze europee, Curt Sachs le incasella con precisione cronologica, attraverso un lavoro prezioso, difficile, eppure paziente e competente, di ricostruzione storica, letteraria, musicale e sociale. Non dobbiamo dimenticare  che il suo è l'approccio del musicologo, o meglio, dell'etnomusicologo, il quale più che ad una storia della danza è interessato  alle origini della danza stessa, come fenomeno espressivo degli esseri umani nelle varie epoche e civiltà. Nell'analisi di Sachs appare sempre molto stretto il rapporto fra danza e musica. Anche se non si può non riconoscere una autonomia rappresentativa (artistico_culturale) alla danza, è pur vero che la musica resta un riferimento costante per ogni espressione coreutica complessa.

Si è voluto contestare, da parte di qualche studioso, una teoria cara a Sachs: la connessione, ossia il rapporto automatico tra occasione_funzione e linguaggio coreutico. Non serve andare a caccia di casi che dimostrino abitudini coreiche indifferenziate rispetto ai vari momenti della vita individuale e sociale. Il metodo di ricerca e la lettura degli eventi sono in Sachs  ispirati al rigore scientifico più che a schematismi preconcetti. Non a caso, uno dei pregi di quest'opera è la puntuale registrazione di tutti gli elementi che possano determinare un giudizio consapevole e completo sulle danze prese in esame. Sachs è uno dei fautori del metodo comparatistico nella storia della musica, un metodo che porta a considerare fenomeni paralleli o contemporanei a quelli musicali, al solo fine di renderli meglio intelligibili e più facilmente raccordabili al contesto socio_culturale di riferimento.

Questo libro si può considerare un classico della storia della danza, una grande opera di classificazione, oltre che di teorizzazione,  la quale illumina la strada ai ricercatori moderni e futuri.