PIETRO MORMINO

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CODICE DELLA DANZA E DEL BALLO

 

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Il sottotitolo del libro è L'ARTE DELLA DANZA. COME S'IMPARA A BALLARE.  Il testo preso in esame è quello  riveduto ed aggiornato dal maestro Piero Di Liberto.  (Editore DOMINO, PALERMO, 1955)  

L'intervento di Piero Di Liberto fu chiesto dall'Editore per apportare gli aggiornamenti resisi necessari a seguito delle innovazioni intervenute nel mondo delle danze. Volendo mantenere inalterato il titolo del libro, che era nato come un manuale a tutti gli effetti, la preoccupazione dell'Editore era evidentemente quella di rendere l'opera ancora attuale. Di Liberto fece un ottimo lavoro di aggiornamento, onorato di poter omaggiare il grande maestro Mormino, caduto nella lotta partigiana. 

Per noi, l'importanza del testo sta proprio nel suo essere un documento storicamente prezioso: è un manuale concepito prima della seconda guerra mondiale (anche se la prima pubblicazione risale al 1947), un tempo che ci sembra lontanissimo, considerate le tante novità intervenute dopo la guerra nel mondo della danza. L'opera si presenta anche come uno studio molto attento a tutti problemi che riguardano il ballo di coppia: dal galateo alla educazione fisica del corpo, dal modo di muoversi al modo di vivere. Quando fu concepito, il libro voleva essere anche moderno per l'epoca in cui si affacciava. Oggi lo si può paragonare ad un ponte levatoio tra il passato e il futuro del ballo. 

Fin dalle prime pagine del libro, si capisce perfettamente chi fu Pietro Mormino: un grande Maestro, un esteta, un uomo innamorato del bello, dell'armonia e della spontaneità dei movimenti.

Il libro si divide in due parti: 

  1. LA DANZA 

  2. IL BALLO

Nei primi due capitoli della prima parte, l'Autore traccia una breve storia della danza, dagli albori dell'umanità alle varie epoche storiche, per arrivare alla conclusione che "è stata la civiltà  a nobilitare la danza, a trasportarla, da piacere istintivo, da oscura ebbrezza dei sensi a creatrice di bellezza plastica, ad espressione di cultura e di raffinatezza."

Nel terzo capitolo sono presentate le danzatrici celebri: 

  • Anna Pavlova, definita "miracolo di purissima armonia". "Ha fatto trionfare la danza accademica, ha dato un'anima alla sua meccanicità. Perchè essa era  soltanto un'anima: un puro spirito danzante".

  • Isadora Duncan, "anima ardentemente innamorata della danza, che sentì il richiamo della purezza ellenica".

  • Jia Ruskaia, "aristocratica della danza". Di lei, il Maestro Pietro Mormino riporta un passo bellissimo tratto dal libro della stessa. Lo ripropongo in omaggio all'Autore che, non a caso, lo ha scelto. La luce: "ecco il familiare e puro ambito della danza, poichè essa è l'elemento della realtà, la condizione semplice ed eterna delle forme. In essa le figurazioni ritmiche del corpo umano assumono il loro perfetto valore. Ed il silenzio è forse al cuore di una danzatrice  il più vivo e profondo suggeritore di ritmi".

Nella seconda parte si introduce il ballo da società e da salotto. Sono riportate le regole che si impongono al perfetto cavaliere e alla perfetta dama, in case private e nelle sale pubbliche. Segue l'elenco delle nozioni preliminari:

  • le cinque posizioni del ballo da sala

  • lo striscio e lo stacco

  • i passi principali: passo semplice, passo scacciato, piroetta, passo di legamento

  • nozioni sul ritmo musicale

  • direzione e senso del movimento della coppia

Sono presentati i seguenti balli: polca, valzer classico, valzer lento, boston, mazurca, two steps, galoppo, paso doble, tarantella, furlana.

Un capitolo intero è dedicato a ciascuno dei seguenti balli:

  • contradanza

  • cotillon

  • tango

  • maxixe brasiliana

  • fox-trot(t) e suoi derivati

  • rumba

  • swing-step

  • balli recenti: boogie voogie, bamba messicana, spirù, samba, raspa messicana, beguine, charleston, mambo, baiao, bolero, tip tap, 

Il libro si chiude parlando delle scuole di ballo, dei salotti privati, della sale da ballo pubbliche, con una serie di utili consigli e precetti per giovanotti e ragazze. Torna il Mormino educatore, sommo pedagogo.