HENRI CELLARIUS

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superBALLO

LA DANSE DES SALONS

 

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superBALLO

 

La prima edizione del libro risale al 1847 e portava illustrazioni di Garvarni. La seconda edizione risale al 1849 e portava la prefazione di Lamartine. (Editore HETZEL)

Questo è uno dei libri più importanti nella storia del ballo non solo perchè introduce una moda, quella dei 'moderni' manuali; ma perchè inaugura la stagione del dibattito sulle teorie della danza da salotto.

Cellarius è il precursore della moderna filosofia del ballo che fonda le sue verità sulla articolazione delle varie discipline e sulla codificazione delle tecniche relative.

Il contenuto del libro si articola lungo due linee sostanziali:

  • presentazione dei balli di società, polka, mazurka, valzer, per i quali l'autore ha predisposto un programma di ben 83 figure complessive.

  • affermazione di una nuova pedagogia del ballo che punta all'insegnamento individualizzato, svincolato dai canoni delle accademie di danza.

Per quanto riguarda le figure di ballo, che egli creò sicuramente in collaborazione con i suoi allievi più fedeli, l'importanza è relativa. Il loro numero esagerato serve piuttosto a dimostrare quali sforzi e quali acrobazie all'epoca fece Cellarius per accreditare la indispensabilità del maestro di ballo. Allora, esclusa la quadriglia, i nuovi balli erano in pratica i tre che oggi ritroviamo nel nostro LISCIO UNIFICATO (Italia). Per apprenderli, una qualsiasi persona che avesse attitudini coreiche, non impiegava molto tempo. Di qui la necessità di apportare quelle complicazioni funzionali al ruolo del maestro e delle scuole di ballo.

E' di fondamentale importanza invece, l'impostazione teorico_pedagogica introdotta da Cellarius, la quale segna una svolta storica nella letteratura del ballo. Essa rappresenta l'impalcatura di partenza delle moderne concezioni a cui si ispirano le danze sportive. Per far capire il filo conduttore di quest'opera cito un passaggio del suo libro, nella traduzione di Eliana Vicari, così come riportata in Hess Rémi, Il valzer. Rivoluzione della coppia in Europa, Torino, Giulio Einaudi, 1993.

"Per molto tempo (....) le danze di società  e quelle praticate in teatro sono state confuse o perlomeno non distinte con sufficiente chiarezza. (....) I diversi tipi di balli praticati in privato sono stati sempre considerati un derivato, o per così dire una semplificazione riduttiva, dei balletti e dei passi eseguiti dai ballerini professionisti. (....) Il ballo da salotto, così come è realizzato secondo le nuove caratteristiche che ha assunto ormai da qualche anno, può essere considerato quasi del tutto indipendente dalla danza teatrale. Ha uno stile e dei passi che gli sono propri e che hanno poco o nulla in comune con quanto viene applaudito sul palcoscenico."   

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