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Il
libro appartiene al genere della manualistica non specializzata.
Affronta una serie di importanti problemi connessi alla pratica
del ballo non competitivo: dalla introduzione dei termini
tecnici ai consigli sull'abbigliamento in sala, dagli
equilibri della coppia ai rituali dell'invito.
Gli
autori sono:
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Monica
Starone, professoressa di Danza moderna, ballerina e
coreografa.
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Giovanni
Lampugnani, professore di Storia della danza, e (come ama
presentarsi)
ballerino di tip-tap.
Si
tratta di professionisti che ben conoscono il mestiere che
svolgono nei rispettivi settori di competenza.
Sia
per chi balla, sia per i principianti, è di utilissima lettura
la parte del libro in cui gli autori propongono una serie di
esercizi propedeutici alla esecuzione dei balli, e che
riguardano piegamento ed estensione delle ginocchia, passo
scacciato, movimenti del collo e della testa, isolazione di
spalle, torace e bacino..
I
balli presentati sono 17 (compresa la lambada) appartenenti a
varie discipline.
Per
ognuno dei balli gli autori descrivono una figura di facile
esecuzione che essi definiscono passo base. E' un modo chiaro ed
elementare di presentare i balli a chi non li conosce. Il passo
base, a volte corrisponde ad una figura rientrante nei
programmi ufficiali, a volte è inventato.
Poichè
il libro può finire anche nelle mani di chi già balla e di chi
frequenta le scuole di ballo, mi corre l'obbligo di fare due
precisazioni: una relativa alle figure inventate; l'altra
relativa alle figure già esistenti,
che hanno una loro precisa fisionomia e delle regole
consolidate.
FIGURE
INVENTATE
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Le
figure inventate rispettano la base tecnica dei balli a cui
si riferiscono. Devono essere accettate per quelle che sono.
Inventare figure di danza è una cosa molto
bella. La coreografia è l'arte che si occupa di queste cose
e, in quanto arte, non conosce confini.
FIGURE
ESISTENTI
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Nel mondo del ballo si è discusso a lungo per
arrivare a fissare degli standard a livello mondiale.
Perfino nel liscio unificato e nel ballo da sala, discipline
tipicamente italiane, è stato necessario creare un comune
denominatore su cui organizzare competizioni e programmi
d'esame. La revisione periodica delle regole e dei programmi
concordati è cosa certamente positiva: molte novità
nascono prima sulle piste e dopo vengono recepite dai
manuali. Il problema è che l'opera di aggiornamento spetta
agli addetti ai lavori. Non è possibile, quando si scrive
un manuale di ballo, prescindere dai manuali ufficiali
adottati dalle Associazioni dei Professionisti. Alla luce di
queste poche considerazioni, non condivido alcune libertà
presenti nel libro di Starone-Lampugnani. Alcuni
esempi:
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Nella
mazurka, dopo la pausa musicale posta alla fine della
strofa, si propone la partenza di piede destro per il
cavaliere. E' una cosa sbagliata. Il passo stop
(codificato nel manuale ANMB) risolve egregiamente e
stilisticamente bene questo problema, senza
scombinare il ballo, come invece avverrebbe
seguendo il consiglio degli autori.
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I
grafici relativi al giro a destra e al giro sinistra del
valzer lento non rispettano gli allineamenti. Per tali
giri si propongono partenza e chiusura in linea di
ballo. Tutti sanno che nel valzer lento il giro naturale
chiuso inizia (per il cavaliere) con allineamento fronte
diagonale parete e chiude fronte diagonale centro. Idem
per il giro rovescio che inizia fronte diagonale centro
e chiude fronte diagonale parete.
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Nel
fox trot, il passo della greca viene anche chiamato zig
zag. C'è un pò di confusione. Gli autori si
riferiscono alla greca angolata (da non confondere con
la greca verticale). La greca angolata inizia con
allineamento spalle diagonale centro ed ha il seguente
tempo: S S QQ S S QQ. Il suo procedere è simile
allo zig-zagare, è vero; ma non si può dire che la
greca si chiami anche ZIG ZAG. A tale voce, infatti,
corrisponde una precisa figura di fox trot (vedi manuale
ANMB) che inizia con allineamento fronte linea di ballo
ed ha il seguente tempo: S S S QQ.
ALTRE
CONSIDERAZIONI:
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L'impostazione
grafica ha un vizio di fondo: non riporta la linea di ballo.
Per cui, esaminando comparativamente i passi del cavaliere e
della dama, si ha l'impressione che essi procedano in direzioni
opposte.
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Il
passo base della rumba porta fuori binario. La tecnica di
questo ballo, consolidata a livello mondiale, è quella
descritta da Walter Laird nella figura BASIC
MOVEMENT (TECHNIQUE OF LATIN DANCING).
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