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IL BALLO IN VERSI |
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I seguenti versi (endecasillabi a rima baciata) sono tratti dal Poema ‘CORNA FACENDO’ di Rino Capone (L’Autore Libri Firenze - 2005). |
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Le danze sono tutte affascinanti: perciò professionisti e principianti arrivano a invaghirsene talmente da esistere sol coreicamente! Ballerebbero sempre, non soltanto nelle balere (dove è sacrosanto), o in palazzetti dal parquet splendente con lo sportivo pubblico plaudente; ma in qualunque posto, specialmente se si tratti d'un luogo accogliente e ospitale: - su palchi e su pedane nel bel mezzo di feste paesane; - sulla terra battuta delle aie; - nel fresco di ridenti abetaie.
Il ballo è, per chi ne è stregato, pane quotidiano. E l'esaltato, dopo una vita di passi felpati/ librati/accelerati/intrecciati, sogna, quando sarà, (possibilmente al termine d'una vecchiaia decente), d'avere un funerale altisonante, con mega-orchestra e serata danzante!
Ogni ballo (qualunque esso sia) ha un suo modo di essere poesia:
BEGUINE, PAM-PAM, TIBURON, HULLY GULLY con una ESSE avanti sono S...BALLI! RASPA, SURF, MENEHITO, SALTARELLO trasformano il vecchietto in giovincello.
Al suono del FLAMENCO e del BOLERO, chi non si sentirebbe un gran torero? Con il BOOGIE WOOGIE si proverà una scarica di elettricità.
Col mitico QUICK STEP ci si allena a volare. Il SIRTAKI è una catena umana. Al ritmo della MACARENA anche la Via Lattea... si dimena!
Per i bambini il BALLO DEL QUA QUA. E chi non sa ballare, cosa fa? Due giri di QUADRIGLIA e TARANTELLA e il BALLO DELLA (vecchia) MATTONELLA.
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