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Sulla
storia della danza sono stati scritti centinaia di libri da grandi Autori italiani e stranieri. Un’altra opera dello stesso genere nulla
aggiungerebbe a quanto già si conosce.
Questo
volume si differenzia da tutti gli altri perchè, finalmente, va a colmare
le lacune relative alla ricostruzione storica delle danze da competizione
e dei balli ad esse propedeutici. Si tratta di danze affermatesi a livello
mondiale, quali slow foxtrot, quickstep, valzer inglese, boogie woogie,
jive, beguine, salsa, bachata, milonga, e tante altre,
completamente ignorate dai grandi storici del settore, perchè nessuno ha
avuto la possibilità di estendere le ricerche oltre i limiti di pur
prestigiose
biblioteche, in direzione dei palasport, delle piste di gara, dei circuiti
internazionali delle competizioni.
Quando,
durante le mie ricerche a 360° mi sono accorto di tale criticità, ho
concentrato gli studi proprio sui balli per i quali si registravano
insufficienza o totale assenza di dati e riferimenti. E’ stata grande la
mia delusione quando mi sono accorto che in molti libri importantissimi,
addirittura mancava perfino la semplice citazione di diverse danze
standard, latino americane e caraibiche, nonostante la loro codificazione
e la consolidata diffusione fossero di molti anni anteriori alle date di
pubblicazione dei libri stessi.
Per
quanto riguarda le grandi danze del presente e del passato, in questo
libro sono riportate scrupolosamente tutte le ipotesi di ricostruzioni
storiche, senza preconcetti o impostazioni di parte.
Ho
voluto inserire alcune piacevoli sorprese, perle letterarie in
omaggio a studiosi e ricercatori, maestri di ballo e
competitori, appassionati di teoria e manualistica coreica, analizzando e
commentando preziosissimi e introvabili libri di ballo dei secoli passati,
che ho avuto la fortuna di poter consultare personalmente: due manuali inediti del XV secolo, quello
di Guglielmo Ebreo Pesarese e il Trattato
di Domenico Da Piacenza;
la fondamentale opera di Leopoldo Mastrigli sulle danze dei secoli XVI,
XVII e XVIII. Ho anche dedicato due paragrafi, rispettivamente a:
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La
pazzia del ballo,
incredibile libro del XVI secolo in cui Simeon
Zuccolo di Cologna condanna l’arte coreica in quanto fonte di
immoralità.
-
La Danse
des Salons, di Henri Cellarius
(1847), catalocabile come il primo manuale moderno.
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Conoscere
la storia di un ballo è molto importante: aiuta a capirlo, a sentirlo
vicino, a scrutarlo da dentro. La ricostruzione delle origini di una danza non
è sempre facile; talvolta è addirittura impossibile per mancanza di
riferimenti precisi. Ma quando capita di poterne comporre il mosaico,
si ha la sensazione di vivere un'avventura misteriosa e affascinante. Le
storie dei balli sono storie di gruppi etnici e di popoli. Sono anche
storie individuali di uomini e di donne, dei loro problemi e rapporti
interpersonali: amori e separazioni, dolori e varie esperienze. Ogni danza
ha un'anima, una impronta inconfondibile, uno stile particolare: perciò
ogni danza è unica. Il modo di ballare è in realtà un modo di vivere.
Ogni tradizione coreica può essere letta come il testamento culturale di
una classe sociale o di una intera nazione.
Le storie
ricostruite in questo volume si riferiscono a due tipologie di balli:
1.
Quelli definibili ‘minori’, ma che hanno avuto un ruolo
fondamentale nella contaminazione ed evoluzione dei ritmi.
2.
Danze ritenute particolarmente significative, o per la
portata innovativa o per la potenza intrinseca che le ha trasformate in
vere e proprie pietre miliari. Basti pensare al Tango, il più grande
ciclone di tutti i tempi e di tutte le piste; al Mambo, padre di molti
balli derivati; al Valzer che, nella doppia versione inglese
e viennese,
rappresenta la sintesi più alta fra musica e danza.
Il libro si
articola in due parti:
-
Nella prima è presentata una sintetica Storia
della danza, intesa a dimostrare che, fin
dal Paleolitico, l'essere umano ha sempre ballato: o in omaggio ai misteri del cielo o
rapportandosi alle cose concrete della terra, compresa la nascita,
compresa la morte. Seguono
undici paragrafi monotematici che trattano, in maniera originale,
argomenti coinvolgenti: dall’antesignano della moderna coreografia ai
precursori della Danza Moderna, dal ruolo della fisarmonica nel ballo alla
svolta decisiva del parquet, dalle danze (europee) di Corte ai ritmi
afro-cubani.
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Nella seconda sono descritti i balli più importanti del presente e delle
varie epoche storiche, da quelli ‘locali’ e di breve durata (che hanno
comunque contribuito a determinare nuove tendenze) alle grandi danze che
hanno attraversato i secoli e i continenti. L’ordine di presentazione dei
singoli balli è alfabetico e non cronologico al fine di agevolarne la
immediata rintracciabilità.
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