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Dimensione
Jazz. Dimensione Freestyle. Parliamo dei balli di ultima generazione,
quelli cronologicamente più recenti nella storia della danza, quasi tutti
nati e sviluppatisi dopo la seconda guerra mondiale. Per la loro portata
innovativa, tali balli hanno conquistato nel giro di pochi decenni grandi
masse di seguaci, giovani e meno giovani. Non solo: proprio grazie al
grande successo che hanno fatto registrare diffusamente in America e in
Europa (a partire dall’Italia), le danze jazz e freestyle sono entrate
ben presto nel giro delle competizioni internazionali. La conseguenza è
che esse hanno acquisito centralità sulle piste e nei palasport di mezzo
mondo, oltre ad aver mantenuto il monopolio delle discoteche, anche
occupando spazi significativi sul versante dello spettacolo.
Il
loro avvento ha determinato cambiamenti epocali nel modo di produrre
musica e di interpretarla coreicamente, ha contribuito a rivoluzionare la
produzione industriale dell’abbigliamento casual e sportivo, mentre in
campo editoriale ha favorito la nascita di uno specifico settore di stampa
periodica cosiddetta di supporto.
Questi nuovi balli non hanno nulla da
invidiare a quelli delle discipline standard e latino_americane in termini
di bellezza, appeal, impostazione tecnico_stilistica ed effetto scenico.
Essi
presentano una marcata caratterizzazione estetica ed un moderno linguaggio
coreico di indiscutibile fascino. Le performance raggiungono elevati
livelli di qualità e producono negli spettatori, oltre che negli
esecutori stessi, sensazioni piacevoli e forti
emozioni.
Agli
inizi del terzo millennio, la stragrande maggioranza dei giovani
occidentali si alimenta quasi esclusivamente di cultura musicale e coreica
etichettabile come rock e hip hop, due filoni all’interno dei quali si sono sviluppati fino
ad oggi balli originali e coinvolgenti che, o nati dalla strada (street
dance) o creati nelle (e per le) discoteche, sono stati tutti codificati
secondo i parametri delle competizioni, proprio in funzione delle stesse.
Di tali balli si parla dettagliatamente nel presente volume, con la
massima semplicità espositiva, nel costante rispetto delle regole
tecniche e delle convenzioni internazionali. Ad ognuno di essi è
riconosciuto il giusto spazio, in misura proporzionale alla maggiore o
minore importanza acquisita. Per completare il quadro delle danze sportive
più diffuse attualmente a livello mondiale, una sezione del libro è
dedicata alle danze artistiche e
a quelle definite tradizionali
internazionali, che includono balli forti quali tango argentino,
milonga e salsa.
Il libro offre grandi opportunità: sia a coloro che già praticano
tali danze, i quali vi possono cogliere un utile apporto conoscitivo a 360
gradi; sia ai principianti che vi troveranno una guida autorevole e
completa. Gli addetti ai lavori avranno un quadro di riferimento
integrato, una visione globale ed organica, ben documentata, del vasto
fenomeno coreico preso in esame. Chi ama gli approfondimenti potrà
apprezzare lo sforzo di far emergere le specificità stilistiche e
tecniche di dettaglio che distinguono fra loro anche quei balli
apparentemente simili o uguali. Per gli insegnanti di tali danze l’opera
si presenta come un qualificato supporto didattico, un vero e proprio libro
di testo concepito in una logica interdisciplinare.
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