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Le Danze
Folk sono riconosciute come disciplina ufficiale di ballo da ANMB,
FITD e FIPD. I diplomi di maestro rilasciati sono di tre livelli:
bronzo, argento, oro. Tre sono anche le categorie di competizioni, con
programmi differenziati.
Le danze
folk comprendono: mazurka, polka, valzer, cioè gli stessi
balli che rientrano nella disciplina Liscio Unificato. Le differenze
fra le due discipline riguardano:
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Il
numero di battute al minuto dei singoli balli.
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Le
figure, i programmi, le amalgamazioni.
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La
tecnica di esecuzione e lo stile.
Le danze
folk sono anche definite liscio romagnolo perchè è proprio in
Romagna che mazurka, polka e valzer si sono affermati come balli
dominanti ed hanno avuto una originale personalizzazione. Il processo
di diversificazione è partito da lontano. Le variazioni rispetto alle
formule nazionali o europee si sono caratterizzate ed affermate
attraverso decenni di diffusa pratica di ballo, per arrivare, nel
1976, alla prima codificazione della tecnica di base. Per capire la
portata del fenomeno delle danze folk, si deve ricordare che i tre
balli in questione non sono nati in Italia (vedere STORIE... DI
BALLI). Nel nostro paese, però, si sono così radicati da diventare
patrimonio nazionale: tanto è vero che essi costituiscono il
cosiddetto LISCIO UNIFICATO, disciplina esistente solo da noi.
All'interno del successo italiano, si sono inoltre sviluppati
autonomamente due grossi filoni di liscio: il romagnolo e il
piemontese (dei quali parliamo in apposite sezioni). Per cui,
attualmente, abbiamo la seguente situazione relativamente alle
discipline ufficiali di ballo:
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Nell'ambito
della disciplina LISCIO UNIFICATO si sono fissate delle regole
valide per le competizioni e per il rilascio dei diplomi di
maestro, superando e portando a sintesi le particolarità
consolidatesi nelle varie realtà locali. Sono stati unificati
alcuni criteri di massima
relativamente alla tecnica di base, alle battute al minuto, alle
figure e ai programmi di gara e d'esame.
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In
Piemonte e in Romagna, dove si sono affermate vere e proprie
scuole di pensiero in fatto di liscio, si sono portate alle
estreme conseguenze le specifiche caratterizzazioni, fino a creare
due nuove discipline, oggi ufficialmente riconosciute.
Quello
romagnolo è sempre stato un popolo di ballerini: un popolo che nelle
danze mette passione, fantasia, inventiva, brio. In Romagna si
comincia a ballare da piccoli... per non finire mai più.
In
parallelo con le particolari modalità coreutiche, la musica romagnola
si è sviluppata come un filone autonomo, imponendo un suo standard
all'intero mercato nazionale. E' d'obbligo ricordare, infine, che
a curare l'immagine, la difesa e il marketing del liscio
romagnolo è preposto l'E.T.D.F.R. (Ente Tutela Danze Folk
Romagna).
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Per il
conseguimento degli specifici diplomi di Maestro (bronzo, argento,
oro), l'ANMB ha adottato come testo il libro del Maestro GIAN PIERO
CICOGNANI intitolato DANZE FOLK ROMAGNA, al quale rinvio per ogni
ulteriore approfondimento. Gli appassionati, gli studiosi e i
ricercatori troveranno nella IV edizione di tale testo tutti gli
elementi esplicativi della tecnica revisionata.
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Dal
confronto dei tempi, si può arguire facilmente perchè le figure
cambino sostanzialmente, in uno con la tecnica di base.
Per fare
solo un esempio rivolto ai ballerini di professione, dico che non si
può ballare un valzer viennese con lo stile e le regole previste
per tale ballo nella disciplina LISCIO UNIFICATO o STANDARD, se
il relativo brano è suonato a 72 battute al minuto. Ne verrebbe
fuori uno spettacolo ridicolo, con i ballerini costretti, anzichè a
danzare, a scappare appresso alla musica. Tutti sanno che,
aumentando la velocità d'esecuzione del brano musicale, si devono
necessariamente accorciare i passi per stare a tempo: salta così
l'impalcatura estetico-stilistica di una danza. Oso dire che di
detta danza si verifica, in tal modo, una vera e propria mutazione
genetica.
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