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In Italia
il testo ufficiale per il
conseguimento del diploma di Maestro è il citato manuale di Sergio
Da Milano, Le danze Jazz, Padova,
Muzzio, 1988. Ma prima di
parlare di quelli che sono i programmi italiani, devo fare una sintetica
premessa, in omaggio ai maestri e ai competitori che
sull'argomento continuano a scrivermi, esplicitando la seguente
richiesta: Perchè non si favorisce, in questa disciplina, una
standardizzazione mondiale o, comunque una piena adesione delle
Associazioni italiane ai programmi e alle prescrizioni degli
organismi internazionali? Il riferimento è ai seguenti due
organismi:
-
IDO
(International Dance Organization)
che gestisce
i campionati mondiali di Danze Jazz, Danze Tradizionali
Internazionali e Danze Freestyle;
-
WRRC
(World Rock 'n Roll
Confederation) che regolamenta il Rock 'n Roll a
livello mondiale.
Personalmente
sono convinto che, relativamente a tutte quelle danze che hanno una
proiezione internazionale, nel futuro ci sarà sempre meno spazio per
le caratterizzazioni nazionalistiche dei programmi e delle tecniche di
ballo, fermi restando gli spazi propri della inventiva e della
interpretazione artistica individuale. Oggi,
il discorso Olimpiadi (anno 2008) ha acceso i fari prevalentemente
sulle danze standard e latino_americane. Ma è chiaro che nel
cosiddetto villaggio globale, tutto tende ad una omogeneizzazione
verso i più alti livelli di qualità. Nel frattempo dobbiamo
realisticamente operare in una duplice direzione:
-
mantenere
i contatti col resto del mondo e contribuire alle
standardizzazioni compatibili dei programmi e delle tecniche;
-
costruire
un equilibrio dinamico fra il contesto nazionale nel quale
operiamo e le inevitabili trasformazioni in atto. Le specificità delle
tradizioni coreiche del nostro paese sono sempre all'attenzione
delle Associazioni dei Maestri di ballo che, monitorando i
fenomeni intercontinentali, programmano i necessari cambiamenti
e le relative gradualità.
Non si
deve dimenticare un concetto fondamentale che va applicato ai balli
di questa disciplina e che comunque è in stretta relazione col
problema della standardizzazione. Si tratta di stabilire quale è il giusto
equilibrio fra l'esigenza di applicare uno standard a figure,
programmi e basi tecniche, e la necessità di tutelare gli spazi
della
fantasia individuale e della libera performance. Non dimentichiamo
che blues, disco
dance, twist e lo stesso rock 'n' roll sono danze che si fondano
prevalentemente sulla capacità personale di vivere il ritmo e di
interpretarlo artisticamente, anche prescindendo da schemi e canoni
prestabiliti. Con
il Regolamento dell'Attività Sportiva, emanato con
decorrenza 1.1.2003, la FIDS ha scelto una linea di equilibrio,
istituendo il Settore DANZE INTERNAZIONALI: "Il
Settore Danze Internazionali fa capo alle Federazioni IDO e WRRC.
Fanno parte di questo settore le danze della disciplina nazionale
Jazz Italian Style". Nel nuovo
Regolamento la disciplina Danze Jazz si
articola nei seguenti balli: boogie
woogie, rock 'n' roll, rock acrobatico, tap dance, mixing blues,
charleston, twist,bugg, lindy hop, blues, combinata jazz, double
jazz, full jazz. Dal punto
di vista letterario, l'Italia non ha prodotto opere importanti nel
campo delle DANZE JAZZ. Pertanto, non
avendo reperito altri significativi 'manuali' nazionali, mi è stato impossibile, per tale disciplina, fare
uno studio critico (comparato) di figure codificate. Fra le
pubblicazioni ufficiali nostrane, non esistono testi specifici, presenti o
passati, all'in fuori del manuale adottato dall'ANMB. Pertanto,
sarebbe scorretto e infruottuoso mettere a confronto i programmi
(scritti) del Maestro Da Milano con le tante figure che si vedono in
giro e che nessuno ha il coraggio di sistematizzare in un testo. Anche
a voler disegnare una linea di sviluppo della disciplina
nel nostro paese, con riferimento agli ultimi quindici anni, si
incontrano obiettivamente delle difficoltà, per mancanza di
riferimenti precisi specialmente sul piano degli studi teorici.
Attraverso l'esame, almeno decennale, delle abitudini
coreiche, anche in ambienti stilisticamente qualificati, in questo
particolare settore ho potuto constatare:
-
larghi margini di libertà interpretativa e di esecuzione
tecnica
-
ampio ventaglio di figure inventate/personalizzate
-
fungibilità delle amalgamazioni
-
mancanza di uno standard
-
insegnamento spesso svincolato da un qualsiasi
manuale
Rispetto
a questo quadro cognitivo, che comunque corrisponde ad un panorama
nazionale e non internazionale, l'opera del Maestro Da Milano mi
sembra maggiormente pregevole. Egli presenta le figure più
significative, più famose e più importanti, per ognuna delle danze
trattate (eccetto che per disco dance e blues, dove si teorizza la libera
interpretazione).
In molte
scuole di ballo, per tanti anni, si è insegnato il boogie woogie senza utilizzare il manuale di Da Milano, che
pure esiste dal 1988; ma mettendo a frutto le sintetiche nozioni e
le poche figure riportate dal manuale ANMB ante '99 Ballo
da Sala e Liscio Unificato o dal libro di
Piero Rolando, Manuale di Ballo,
Padova, Casa Editrice MEB, 1987-1991-1993.
Volendo
qui presentare delle tabelle a beneficio
di quanti mi chiedono un lavoro di raffronto, analogo a quello fatto
per le altre discipline, non posso che limitarmi a tre balli: boogie
woogie, charleston e rock 'n' roll. Dalla comparazione
vengono fuori due verità incontrovertibili:
-
la
sostanziale immutabilità del charleston, che si può
considerare un ballo definitivamente cristallizzato agli schemi creati all'epoca
del suo massimo successo;
-
l'enorme differenza
qualitativa e quantitativa fra le figure di boogie woogie e rock proposte da Piero Rolando e quelle codificate da
Sergio da Milano. Ciò dimostra la perdurante vitalità di queste
due danze che sono proiettate al continuo arricchimento.
ROCK
'N' ROLL: Dai tempi di Alan Freed e Bill Haley (anni 50) che
ne sono i padri, questo genere musicale ha fatto molta strada, ha
conquistato il mondo intero e ha fatto ballare centinaia di milioni di persone,
ognuna a modo suo. Il rock ha introdotto la divisione della coppia sulle piste da
ballo e un nuovo tipo di linguaggio: la non necessità del
contatto fisico per trasmettersi messaggi sessuali. Con le
danze del genere rock, la
sensualità è interpretata attraverso i diretti movimenti del
corpo, con particolare riferimento al bacino e ai fianchi. Il
progressivo distacco dei partners è compensato dalla
intensificazione della gestualità. La coppia si
unisce in alcune figure eseguite in perfetta sintonia, per poi
separarsi alla conquista di spazi autonomi. Si intuisce facilmente
come un ballo del genere sia, per sua stessa natura, da un lato,
incompatibile con ogni forma di rigida schematizzazione, dall'altro,
apertissimo ad ogni personalizzazione.
La
DISCO DANCE è il classico esempio della destrutturazione dei
balli, della loro deregolamentazione. Ma non poteva essere
diversamente. Per dirla con Sergio Da Milano, in questa danza ognuno
"inventa sul momento i movimenti che più
gli aggradano e li mette in opera".
Al
BLUES si applica un discorso
analogo a quello fatto per la disco dance: non ci sono canoni da
seguire, se non l'affidarsi al proprio istinto e alla propria fantasia
artistica. Non a caso, Sergio Da Milano precisa al riguardo che
questa danza "prevede l'assoluta
non ripetitività di figure e coreografie durante
l'esecuzione."
Del
TWIST si potrebbe dire tanto, ma bastano poche parole:
nessuno ce lo ha insegnato, e tutti lo balliamo. Giocando
dinamicamente e ordinatamente sulle variabili della oscillazione e
sulle rotazioni a destra e a sinistra, possiamo, senza troppi
sforzi, apparire (ed essere) grandi ballerini. Del resto, questa
danza è rimasta quella che era nel 1961, quando Chubby Checker fece
dondolare mezzo mondo col brano Let's twist again.
Il Maestro Piero Rolando propone cinque figure, con nomi da lui
inventati (partenza, twist
ancheggiato, twist ginocchio, twist tacchi, twist tacchi girato a
perno). Il Maestro Sergio Da Milano propone lo stesso numero di
figure, con nomi più fantasiosi: Incrocio sulla
LDB, Culla, Tunnel,
Bussola, Scivolo.
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