D A N Z A T

Il linguaggio del corpo

 

Danzaterapia vuol dire terapia attraverso la danza. E' automatico, quindi, pensare a delle patologie particolari che si prestano ad essere trattate terapeuticamente con la danza. Ciò non toglie che anche una persona sana (o presunta tale) possa trarre beneficio dal danzare, nel senso di raggiungere o potenziare il proprio equilibrio psico_fisico. Ed in effetti, sono molte le persone che hanno scoperto nel ballo il modo più bello per stare bene con se stesse e con gli altri. Il movimento del corpo in sintonia con un ritmo scandito da strumenti musicali genera armonia interiore e piacere fisico. Provare per credere.

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Tornando agli effetti terapeutici in senso stretto, nella danzaterapia dobbiamo considerare due versanti:

  1. Il versante del paziente. Gli studiosi della materia concordano di avere ottenuto o notato grossi risultati in persone depresse, ansiose, disadattate, handicappate, ecc. Ci sono pazienti nei cui confronti è necessario impostare una metodologia coreica: si deve ad essi insegnare il passo, la figura, il programma. Si devono insegnare altresì alcune regole fondamentali che riguardano il rispetto del ritmo, la direzione dei movimenti, la creazione delle forme, il rapporto del proprio corpo con  gli altri corpi e con lo spazio, ecc. Ma si deve tener presente un principio importante: la danzaterapia si fonda sulla libera espressione del soggetto il quale deve utilizzare la danza proprio per esprimere, in modo soggettivo e spontaneo, conflitti e bisogni, emozioni e contraddizioni. Il paziente deve soprattutto, danzando, scaricare disagi, sofferenze, traumi psichici, inibizioni ed ogni malessere interiore. La danza è qui concepita come esaltazione del movimento, dove il movimento è il linguaggio primitivo ed essenziale degli esseri umani. L'uomo cominciò a danzare in tempi antichissimi, quasi all'inizio della sua storia. Danzò in relazione ai misteri della vita e della morte, per ingraziarsi le divinità, per festeggiare i raccolti, i matrimoni e le nascite. E da allora ha continuato a ballare in mille modi e per mille motivi. Perciò la danza è linguaggio, semplice e complesso, a seconda dei contenuti, elementari e profondi. E' un linguaggio a 360 gradi. Ma, essendo un linguaggio personale, privato, intimo, può anche sfuggire ad una completa comprensione.

  2. Il versante del terapeuta. Attraverso i modi, i tempi, i luoghi della danza, il terapeuta deve poter risalire alle patologie del paziente. Come? Il problema di una danzaterapia come scienza è proprio questo. Come si interpreta il linguaggio del corpo? Come si legge il movimento? Come si sottopone ad analisi una danza libera che si esplica attraverso moduli  personalissimi ed irripetibili?

Uno dei problemi più dibattuti, nel crescendo di attenzione che si registra attorno alla danzaterapia, riguarda l'identikit del danzaterapeuta. In pratica, si tratta di definire le caratteristiche professionali di chi è preposto a scoprire e a capire i significati reconditi della danza. Non è obiettivamente facile risalire da un tipo di movimento o da una serie di movimenti fisici alle ragioni di una sofferenza interiore. Sembra quasi impossibile arrivare a leggere nel labirinto della mente umana, seguendo le traiettorie del corpo. Resta il fatto che sembra esatto e logico il postulato da cui parte la danzaterapia: se chi soffre di un male interno esprime in una determinata danza il suo disagio, interpretando quella danza si scopre il motivo della sofferenza.

Il danzaterapeuta ideale forse non esiste: dovrebbe essere contemporaneamente psicologo, medico, pedagogista, danzatore e conoscitore di arti dinamiche. Gli esperimenti fatti fino ad oggi, specialmente in USA, di applicazioni pratiche di danzaterapia, vedono come protagonisti o ballerini o coreografi, o psicologi. Nel futuro, si determinerà la tendenza ad una preparazione organica da parte di coloro che vorranno cimentarsi in questa delicatissima professione. La qual cosa sarà favorita da tutti gli altri approfondimenti che intanto si vanno effettuando in relazione al metodo, alle tematiche, al simbolismo del linguaggio, ecc. Se il corpo riesce a parlare attraverso canali e sistemi che fanno a meno delle parole, si dovrà costruire un modo scientifico di capire i suoi messaggi e di esaminare i singoli passaggi dei suoi discorsi. Qualcuno sogna anche di arrivare a catalogare movimenti e valori simbolici, gesti e significati, in una equazione immutabile nello spazio e nel tempo. Ciò non sarà possibile, per il semplice fatto che ogni essere umano è un microcosmo avente una sua specificità. Ma aggiungo che ciò non sarebbe comunque necessario: il danzaterapeuta non può operare con le regole dell'aritmetica e dell'ingegneria. Egli non avrà mai strumenti definitivi di analisi. Dovrà fare i conti con le malattie dell'anima che i tempi a venire produrranno di volta in volta, con caratteristiche non conosciute. Perchè quello che chiamiamo progresso, spesso, è veicolo di nuove e perniciose patologie.