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C.I.O.: Danza, giurie e TV |
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Il Comitato Internazionale Olimpico (fondato nel 1894, due anni prima della prima Olimpiade moderna svoltasi in Atene) è l'Organo deputato a decidere se ammettere o meno alle Olimpiadi una nuova disciplina sportiva. E' della massima attualità la complessa questione relativa alle danze sportive che possono diventare discipline olimpiche. Tutti dicono che nel 2008 le danze standard e le danze latino-americane saranno ammesse ai Giochi Olimpici. Molti ne sono convinti. Il mondo del ballo è pronto alla grande sfida. Le Associazioni del settore sono in fermento: aspettano con ansia e da tempo questo importante appuntamento. Ma quali sono, allo stato attuale, i problemi ancora in piedi? E' vero che all'interno del C.I.O. si registrano resistenze? E se è vero, quali sono i dubbi e i timori che si nutrono nei confronti del ballo... olimpico? Partiamo da alcune domande fondamentali. Le Danze Standard e Latino-americane:
Il dibattito su questi interrogativi è in corso da qualche anno. Sul fatto che le danze abbiano i richiesti requisiti 'sportivi' sono tutti d'accordo. E chi vive sulle piste, e attorno ad esse, sa perfettamente che cosa rappresenta il ballo a livello di agonismo, qualità atletiche dei competitori, stile, grinta, determinazione, dinamismo, equilibrio psico-fisico. I problemi emersi e sottolineati fino ad oggi riguardano aspetti che si possono definire extrasportivi. I principali sono due:
Il problema delle giurie è molto delicato: riguarda la costruzione di una base tecnica del giudizio. Si tratta di incidere profondamente sulla attuale organizzazione delle gare. Non esiste una categoria di giudici svincolata dal business del ballo. Si tratta quindi di prepararsi ad una svolta epocale che salvaguardi due interessi:
Attualmente i giudici sono anche maestri; e i competitori possono essere loro allievi o allievi degli allievi, o clienti di scuole vicine ai giudici stessi, ecc. Si aggiungano le inevitabili divisioni e la concorrenza fra le diverse associazioni e le diverse cordate all'interno delle associazioni stesse. Per tagliare il cordone ombelicale fra giurie e anello associazioni/scuole/atleti, occorre capire quali sono le soluzioni migliori, calcolando bene i tempi della gradualità necessaria. Contemporaneamente si dovrà mettere in piedi un nuovo sistema di reclutamento, preparazione e remunerazione dei giudici. La danza non è l'unico sport esposto alla soggettività di giudizio. Il pattinaggio sul ghiaccio, la ginnastica artistica, il nuoto sincronizzato ad esempio, presentano problemi analoghi, nonostante la precisa parametrazione dei punteggi di merito e delle penalità. Ad aggravare la situazione del ballo concorre un altro fattore: la breve durata di un brano musicale (circa 100 secondi), rapportata al numero delle coppie in gara (15-20), non consente una valutazione ben ponderata di tutti gli elementi che si devono prendere in considerazione per formulare un equo giudizio comparativo. In ogni caso, sono convinto che saranno trovati dalle autorità competenti i tempi e i modi di un giusto equilibrio. Si riuscirà a costruire un sistema di garanzie nei confronti di tutti i soggetti coinvolti: dai competitori, ai giudici, al pubblico che è il giudice finale. Sarebbe assurdo concludere che, siccome non si è in grado di formulare un giudizio obiettivo, è preferibile lasciare le danze fuori dalle Olimpiadi.
LA TELEVISIONE Il problema numero due è relativo al rapporto fra la danza intesa come spettacolo di intrattenimento e la Televisione che, attraverso lo spettacolo, deve catturare spettatori e pubblicità. Qui entrano in ballo anche questioni legate alla organizzazione dei grandi eventi. Ma si tratta di problemi che, affidati a professionisti specifici, vengono risolti nel migliore dei modi. Resta quindi la domanda di fondo: la danza sportiva possiede le caratteristiche che il grande pubblico richiede per stare le ore incollato davanti al televisore? Se le caratteristiche ci sono, è possibile potenziarle, metterle in risalto, sfruttarle al massimo livello; ma se non ci sono, non si possono inventare. Quelli che hanno partecipato alle competizioni e coloro che hanno assistito dal vivo alle gare di ballo sanno bene che cosa diventa un Palazzetto dello Sport che ospiti manifestazioni coreutiche:
La spettacolarità della danza non è inferiore a quella degli altri sports. Vista da dentro, è senz'altro il massimo. Vista da fuori, è comunque coinvolgente. Certo, non si può paragonare una gara di ballo ad una partita di calcio. Ma va detto che il pubblico della danza è comunque numericamente superiore a quello di tanti altri sports minori (nel senso di 'meno popolari').
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